VILLA MARIA di Rimini prova che l’ITALIA può ancora vincere…una donna al timone

L’edilizia comparto della grande Rimini entrato in pausa di saturazione: resiste  quello della ristrutturazione. Ma c’è di più. Da dove vivo e scrivo osservando cosa mi circonda e la gente che passa, non mi ero neppure accorto che fosse scomparsa l’edilizia delle grandi opere. Non vivo tra gli orti della via Gluk,ma sul Matteotti di Rimini,un Appia Antica dell’antica colonia romana,cintura e confine del vecchio borgo san Giuliano. Caratteristiche di questo perimetro sono note:arte / ristorazione e un centro ospedaliero.Due espressioni  che da poco hanno abbassato la guardia dei lavori. Il tempio di San Giuliano e la Clinica ospedaliera Villa Maria. Il Tempio cattolico, un opera splendida della Rimini delle Signorie e di un certo potere riportata alla luce da professionisti attenti saggi ed intelligenti.L’attiguo centro ospedaliero noto come Villa Maria un autentico porto di arrivo e centro di speranza per diverse problematiche. Il primo lo raggiungo ogni giorno da sembrarmi quasi un pò casa mia:il parroco che a me piace definire don Matteo e qualche persona mi sono familiari. La Domenica, questo tempio, alla Messa dei bambini assume le vesti di un teatro pieno di musica e di gioia per la luce che emana l’innocenza e  il candore dei piccoli fedeli, gli amici prediletti di Gesù.Durante la settimana fino a poco tempo fa è stato un tempio cantiere e lo smartellamento ha fatto quotidiana compagnia al Padrone dell’antica Basilica.Un concerto di trapani e martelli, musica del lavoro dell’operosità della rimessa  punto. Chi lavora non da fastidio, il frutto del lavoro è sorriso per i bambini quando il sabato sera,arriva  lo spillatico per il giorno successivo. Il lavoro è profumo la domenica intorno alla tavola. Mi piace davvero il tempio di San Giuliano: lì l’ultimo abbraccio ad una bara con il corpo di chi aveva tanta fiducia in me.Rientrando in casa, dal primo giorno ritornato a san Giuliano dopo tanti anni sentivo il classico, ritmico suono del “ribaltamento terra” per interrare i plinti, melodia di vita e di fiducia soprattutto nei momenti dominati dalla paura di muoversi.Un movimento di grù poi, una bandiera al vento di chi ancora crede nel sacrificio e nel proprio lavoro per  un ammodernamento non dilazionabile. Merita solo applausi chi opera per non rimanere ai margini per non farsi superare sempre dove siamo stati eccellenze in ogni tempo.Ero talmente abituato, a quel genere di compagnia di suoni  e di rumori che sanno d’impresa capaci di darmi energia e speranza per continuare la battaglia della vita abbracciato ad una carrozzella vicina a me.Ogni mattina un gabbiano volando dalla grù picchiettava alla finestra della nostra camera di fianco al parcheggio della Clinica.Era l’inizio dei lavori. Ho visto nascere e crescere Villa Maria. Con la scomparsa di mia moglie si è aperto il sipario di un mondo nuovo, una platea diversa,certo di ritrovarmi in un sogno rispetto a quello lasciato: mi sentivo una foglia  trasportata via portata via dal vento in un deserto spoglio. Avevo bisogno di un sorriso, di una parola:ma  avevo di fronte solo quello di Villa Maria da spiegarmi il continuo arrivo di macchine nel parcheggio e sentire i vari dialetti che l’Italia non stava bene un segnale di sollievo essere vicino al porto di Buona Speranza. Nata l’idea di rossoazzurra .it  una ricerca del bello e del buono.La salute è importante, che mi ha fatto riprendere il cammino tra i pellegrini del viaggio dell’uomo.Ho compreso che la persona ha tanto bisogno di gioia e di serenità.Il lavoro è salute. La disoccupazione giovanile il mio cruccio maggiore.Mi è stato assai utile vedere il coraggio dimostrato dal privato, con la realizzazione di questa Clinica, la Villa Maria e avrei voluto conoscere da tempo il timoniere di questa impresa: casualmente e per una visita a pagamento, per questione di tempi,avendo in passato scherzato troppo con gli occhi rovinandone il nervo ottico. Ho avuto il piacere, su prenotazione,di avere la certezza di avere ancora 10 gradi a due anni dalla cataratta eliminata su questo centro. Una visita che mi ha permesso di incontrare proprio la timoniera della Clinica e primario di reparto:  come l’immaginavo. Determinata, precisa cronometrica,attentissima alle parole con una visione precisa del domani.Una donna: l’impressione ricevuta l’avevo scritta anche  fu fb. Infatti sono entrato con due occhi azzurri e sono uscito con quattro: l’oculista ha il senso della propria professione, del proprio impegno negli occhi. Quelli di successo di Silvana Carloni sono azzurri come i miei.Una visita per imparare da una donna come si vincono le battaglie: resistere cercando sempre il meglio in qualità e quantità.Gli orizzonti di domani: capacità studio e approfondimento. Un saluto  a tutti i giovani un abbraccio ai miei due nipoti due regali. Ciao Emanuele master Torino, ciao Eleonora legge Bologna due bandiere e speranza di un Italia al risveglio.La Dottoressa Silvana Carloni con la Villa Maria una bella Cattedra.           fiorello paci

One Comment

  1. Dott. Fiorello Paci, bellissimo articolo, complimenti, saluti Marco

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