Valori ritrovati in tempo di Covid….Amore di Dio, rispetto per gli altri, conoscenza del proprio corpo, ringraziamento a Dio se siamo qui

Non possiamo adeguarci alle bizzarrie del tempo, partecipando alla sua altalena. Indirettamente collaborando alla sua scorretta funzionalità: staccata la spina alla millenaria bellezza. La ballata senza musica del quartetto mille stagioni. Superate e invecchiate le quattro bacucche passate stagioni abbandonate perfino dal vento. Il più ribelle e prezioso tra i servizi spontanei della natura. Se non si intristisce lavora trasportando le nuvole e nel bisogno capisce se necessita l’acqua o la neve. Accarezza asciugando il sudore del contadino mentre  al mare crea speranza e fiducia per mezza giornata di riposo all’operoso e stanco bagnino. Passando tra i monti raccoglie l’invito del bianco spino per qualche seme da lasciare  nelle fiorere di una sfiduciata  vecchia signora abbandonata al suo destino e continua a canticchiare al vento. Portami via con te. Qualora il vento dovesse accorgersi di dover dare una tirata di orecchie a degli infedeli si ingigantisce e si getta superando pioggia e ciclone. Sradica tutto senza risparmio e ubbidisce a madre  natura. Serva di Dio. Così ha distrutto una striscia di verde alla Verna del poverello di Assisi, così ha impostato una super strada per gli amici della Buitoni di Sansepolcro. Compresi i devoti dell’Alta valle del Tevere. Una superstrada Sansepolcro  Monte casale:un convento e tre materassi di pietra calcarea ricavati nella roccia peril riposo di San Francesco,Santantonio da Padova e  San Bonaventura. Di ieri invece il colpo di vento su Milano che dopo lo sbarco del  Covid  un interrogativo lo deve pur porre. Noi dovremmo chiederci invece se ci rivolgiamo a Dio per calmare il vento o se lo rafforziamo. Ammesso e non concesso che la natura sia una  creatura per ripagare l’uomo per la sua irriconoscenza a Dio per i tanti doni ricevuti. La negatività del Covid ci ha insegnato il grande amore di Dio per noi ritenendoci dei privilegiati se siamo ancora vivi in questa fase di smobilitazione del maledetto. Probabilmente dovremmo aver anche capito che la distanza tra noi non è altro che un normale rispetto. Eravamo fuori norma anormali ovunque. Avremmo anche dovuto prendere del nostro corpo che oltre a rispettare dovremmo conoscere altrimenti saremmo in difficolta di amare il prossimo tuo come te stesso. Ma soprattutto  riconoscendo i nostri limiti dovremmo ringraziare subito Dio di averci dato la possibilità di riflettere e di convertici. Cambiare strada, ma non come due mie amiche prostitute…quando di fronte alle forze dell’ordine qui di fianco dove io abito mi sono raccomandato di cambiare strada …hanno risposto… sì da domani andremo a Riccione.        Fiorello Paci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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