Un Papa alla guida di una Chiesa in uscita per le strade e non è un anticristo…è il successore di tu sei Pietro

Un papa gesuita riuscito ad imporre nella Chiesa una pastorale di rinnovamento più vicina alla strada, alla gente, una Chiesa della periferia  più vicina  ai poveri e agli ultimi. La chiesa che allarga le braccia tutti, radicata nel cuore  di Cristo salvatore,amato da gentili e da pagani, sotto gli occhi di un popolo ebraico smarrito per le prodezze del figlio del falegname che si permenel tteva di guarire di sabato in nome di Dio padre come figlio di Dio. Un uomo incurante della Legge che osava ripetere di farlo nell’ambito di quei dieci comandamenti ricevuti direttamente da Dio sul monte Sinai attraverso la sua voce nel roveto. Dio aveva dettato a Mosè la Legge senza farsi vedere e adesso per le strade della Galilea il ragazzo biondo screanzato di Nazzareth, invece di aiutare suo padre andava in giro guarendo e moltiplicando pani e pesci dichiarando che il regno di Dio è vicino.Insopportabile, un rivoluzionario che sobillava il popolo da mettere confusione nel tempio e nella sinagoga in compagnia di quattro pescatori.Non era semplice liberarsene per la sua simpatia e l’energia che riusciva a trasmettere da incuriosire i romani fino ad impaurirli da immaginarlo vendicatore: un trascinatore di folle. Le voci erano arrivate a Roma da insospettire l’economia per alcune adesioni alla sua dottrina da parte  sia degli addetti alla riscossione delle tasse che a prodezze fatte ad uomini dell’esercito. La guarigione del servo del Centurione. La gelosia e l’invidia dei dottori del tempio cominciavano a tracimare dalle   Sinagoghe ai Tribunali e agli uffici dei Governatori fino al processo e ai tradimenti e alla sua condanna alla crocifissione tra ue ladroni. Il malfattore di Nazzareth crocifisso dal suo popolo: il prediletto. La morte e la Resurrezione, il terremoto delle 15, la sua ricomparsa in Galilea tra i suoi pescatori, tra la sPaua gente, il passaggio tra le pareti,il consumare pane e pesci,bere come se fosse ancora vivo con i ricordi dei chiodi sulle mani e sul costato ha scosso Gerusalemme ma non il cuore dei dottori del tempio. Li ha sconvolti ma non li ha scalzati dall’invidia e dall’orgoglio:impossibile che Dio, colonna di fuoco durante l’esodo, la voce del roveto si sarebbe fatto crocifiggere impunemente.Gesù deciso,Gesù sereno andando a Gesusalemme a celebrar la Pasqua, lo ritroviamo perle strade nella gente che soffre, lo ritroviamo  nella croce della gente che muore, uccisa dall’egoismo e da un potere egoistico che ha ridotto l’uomo al di sotto delle bestie feroci.Papa Francesco, il papa della speranza, il timoniere che vuol riportare la fede nella Chiesa di Cristo, il papa dei giovani e degli ultimi, il papa andino cresciuto nelle scuole professionali di Don Bosco, il papa piemontese del Monferrato, il Papa che ha riscoperto la Misericordia, sta lottando per riaccendere nei cuori la speranza   e nei pastori la fede…una pastorale viva, una Chiesa vigna con i suoi tralci per rallegrare, per gioire: la Chiesa è viva, vive tra la gente,il buon pastore che sta scuotendo il mondo. Si è mosso qualcosa anche oltre Tevere già dall’elezione, il saluto della natura con il gabbiano civettuolo che ha lasciato il comignolo dopo la fumata bianca, quel fulmine sul cupolone il saluto del Cielo al successore di…Tu sei Pietro e e su questa pietra io sarò con voi fino alla fine dei secoli…Papa Francesco non è l’anticristo…è l’amore di Dio, la chiesa di Cristo.      Forello Paci

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