UN LIBRO SU SAN GASPARE DEL BUFALO SEMBRA UN ROMANZO

In autunno, dopo una bella giornata di sole nell’ora del tramonto può scendere quel velo di tristezza che addormenta l’anima, intenerisce il cuore per quell’ultimo sguardo alle foglie accumulate dal vento sui fianchi dello scivolo per la carrozzella di Maria Grazia.Che adesso vola tra l’azzurro e la luce senza più bisogno di superare le barriere architettoniche. Era mia moglie. Nella giornata di un viandante rimasto senza una voce per rompere il silenzio della solitudine è il momento più difficile da superare prima di inoltrarsi lungo i viali alberati della notte piene di foglie ricamate di ricordi. E’ l’ora che ai marinai intenerisce il core,il momento dei  lupi solitari  rimasti al buio ululano alla luna che non risponde.Nascosta da una nuvola vorrebbe, ma non  può neppure inviare un raggio, una carezza  di luce nella grotta del felino. Un libro di serenità il miglior amico per il viandante sul sentiero del destino.Ho aperto Gibran: silenzio al silenzio. Dalla serranda un raggio di luce di un lampione della strada lastricata di pensieri  caduti per la rabbia  di due belle di notte illumina la copertina di un libro che sprizza luce.San Gaspare del Bufalo santo del popolo.Lo apro e sfogliandolo mi accorgo che da quelle pagine arriva un profumo di luoghi di amici, di amiche, le ombre della sera.Terracina, Cesena, Macerata Feltria, Pennabilli e dintorni, terre toccate dal santo di Roma.Un santo quasi romagnolo, un amico da seguire in Missione lungo le strade i viottoli di campagna. Interessante il viaggio del Santo a Benevento ( beneventini ciao con l’amarezza di un fratello per il tracimare delle acque sulle vostre  case dal fiume in piena. Coraggio non  servono parole) con giudizio sulla gente prima della arrivo del Santo del delegato pontificio in una lettera a Roma.Non la trascrivo, ma dico solo che le peggiori invettive contro gli Ebrei nella  vecchia lettura del Venerdì Santo, sembrano carezze rispetto alle parole del delegato sulla relazione degli abitanti di Benevento. Dopo la missione di 15 giorni tenuta da  san Gaspare e suoi confratelli deve ricredersi con un altro messaggio alla sede Apostolica romana:”,,non vi sono più bestemmie…..Tutta la città è piena di compunsione “. In Romagna ci sono stati episodi veramente eloquenti  per capire l’interpretazione limitata del pensiero cristiano di allora. In missione a Misano San Bonaventura guarisce  Franccsco Pasquini. Ospite del Parroco poco propenso ad ammettere che il sacerdote fosse un santo. Il parroco durante la notte osservando che dagli scuri arrivava della gran luce dalla camera di Don Gaspare è andato a controllare cosa fosse successo. Dal buco della chiave si è accorto che il sacerdote missionario ra entrato in estasi. Appena don Gaspare ha  chiuso la missione per paura che potesse apparirgli di notte ha venduto la casa. Il prossimo 21 ottobre ci sarà festa nella sua casa di Rimini adiacente al Santuario della Misericordia di Via Santa Chiara. Torneremo su quest’uomo di Dio ancora presente tra le case coloniche romagnole. Un santo del popolo.

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