UN AMICIZIA IMPORTANTE DISTRUTTA DISINFORMATICAMENTE

Così la prima,la seconda appena sbocciata già sepolta. Se la prima già dimenticata, finita tra i giorni dei ricordi belli alla seconda ci tenevo proprio per dare un senso, con un fine sublime più che gioioso, con una destinazione squisitamente sociale a quattro mura superbe tra i monti, pietre di storia di una civiltà montanara  da non dimenticare. L’amore bello della prima infanzia verso il bisogno, per una mano alla transumanza dei monti lontani dell’Alpe verso le Maremme: tenuto per mano da mio papà al passaggio dai giardinetti di Anghiari  di mandrie di pecore branchi di capi di bestiame con pastori giubba sulle spalla sx e un bastone carico di speranza sulle destra con un fagotto con pane e formaggio il pranzo cena dei transumanti.Li accompagnavo con lo sguardo fino alla quercia di Pietro, anche quella crollata dal peso degli anni ma sopratutto per lasciare strada ad un campo di calci: l’avventura del benessere. Mi giuravo che da grande avrei dato una mano a quei pastori. Appena possibile, in mezzo ai monti ho comperato quelle cosette che ai montanari  piacevano poco, a me tanto. Un progetto sogno che l’alba ha ghigliottinato con la malattia di  Maria Grazia, mia moglie. Per seguirla avevo rinunciato a vivere: il suo sorriso la mia energia per darle la certezza che il sole sarebbe risorto ancora. Ero felice al suo saluto della notte: grazie roccia. La sua mano una miniera di calore.La sua carrozzella la mia fuori serie. Il  5 giugno del 2012 l’egoismo sporco le ha messo le ali per un volo tra gli angeli, ma di fatto non si muove più da qui. Energia purissima che  non si distacca dalla sua dimora: il francobollo della mia anima. Non fa il caffè. E’ l’angelo che si aggira,commenta suggerisce,corregge.I maggiori applausi quando sono intorno ai fornelli: un amore di mamma. Tra i monti più che una mamma occorre una persona fisica, che si occupi di comunicazione dando del tu al computer, che abbia il desiderio di costruire un mondo bello,innovativo,da permettere al giorno successivo di essere domani di lavoro armonizzato con le opportunità disposte dalle leggi di sviluppo. Che dia lavoro, assicurandolo a chi lo cerca per evitare lo spopolamento di quei monti a me tanto cari. So che la persona arriverà e non la cerco: era arrivata con uno scambio di messaggi l’ho paralizzata. Come?…con le mie risposte sul nuovissimo Nokia garibaldino di Marsala. Tipo mors. Riempivo le finestrelle vuote come  schedine del lotto..frasette, prove psicotecniche come nei concorsi di ammissione all’Università che non volevo perdere, come messaggi dei bollettini postali. Un delirio. Non ho distrutto un amicizia, l’ho frantumata soltanto: su dai frantumi dovessero ricomporsi le frasette verrebbe fuori il mio marchio di fabbrica .” Fiorello cavallo pazzo”: mai le briglie. Nespola le sbranerebbe.

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