TRE GIORNI TRA I MONTI: omaggio all’amicizia …l’uomo non è una scimmia se vuole…

Una bella parentesi poterlo scrivere, pausa di gioia vera per tre giorni vissuti accanto ad una appassionata di danza:  con il timore di non poterne seguire i passi ascoltando la musica del silenzio. La prima caratteristica di un uomo forte è la coerenza ai propri principi dettati dal messaggio cristiano. Il vero amore non è un prodotto da supermercato: i monti sono uno spartito musicale sempre. Quando il sole scotta, quando il vento strappa i ricordi dell’estate, quando la tormenta avvolge pensieri creando ansie e turbamenti intorno ad un focolare, quando Orion dal cielo annuncia la stagione delle piogge. Quando piove la casa ha bisogno dalla sua regina, la casa regno della donna. E’ riapparsa una donna nel mio rifugio tra i monti illuminato dalla luce dei ricordi e dal desiderio di vivere  di una appassionata di danza. Bloccate tutte le vie delle immagini dalla televisione satellitare a quelle immaginarie del p.c. Solo in compagnia di radio silenzio.Divisi da pareti di cemento, del dubbio provocato dalla cronaca  nera, dalla certezza dell’età stupiti dalla certezza di una realtà. La vita nuova con programmi realizzabili nell’età dell’oro: pagine da leggenda realizzati quando l’argento ti colora i capelli accarezzati dal vento e dalla luna. L’uomo non è una scimmia. Diario. Siamo stati accolti dallo sguardo di Maria Grazia accanto al sorriso di papa Francesco padroni di casa. Un ora e venti per il segmento di strada della val Marecchia tra i miei monti, cordone ombelicale tra la sorgente e la foce accanto al fiume veloce, frettoloso per il timore di perdersi tra i fossi e per la gioia di gettarsi tra le braccia del suo destino. Il mare.Due sogni nella propria camera. La gioia dei monti si rafforza  condividendo vette e sentieri. Le cose belle da vedere, vette da scalare: sorgente del Tevere dal campo base di Balze  accarezzando la Madonna dell’apparizione. ” Tu vai..io seguo le tue tracce..ti vengo dietro.” Una salita senza difficoltà: quelle iniziano quando il Tevere mormorando ti indica la sorgente. Avanti. Ricordo solo che  mezzo secolo fa, a quel punto  mi fermavo accendendo una sigaretta dietro l’altra, in attesa che riscendessero i figli con Maria Grazia con il solito inciso..” che faticaccia Fiorello..hai fatto bene a non salire.” I bambini, le due gemelle con Dani  calmavano la fatica con una “ciaccia” o una piada al prosciutto.  Qualche giorno fa ho avvertito l’espressione dell’amica sorpresa di fronte al Tevere…Fiore che bello ! Ho tenuto un passo spedito da montanaro di mare sostenuto dai miei ricordi di Anghiari sulla salita della Croce ritornando da scuola. Di fronte alla sorgente, un ruscelletto carico di storia ci siamo abbracciati. Le vette meritano un premio. Il tempo per scattare qualche foto,non per la nostalgia dei passi perduti, per la felicità di quelli ritrovati senza il morso della passione. Gioia di vivere. Ritorno con una prova di saggezza da parte dell’amica: un pranzetto rimediato tra le cose di casa. Il riposino per una ripartenza verso un altra vetta: L’Eremo di Sant’Alberico e il monte Aquilone. Il piazzale dell’Eremo un mare di ricordi, un oceano, un romito ancorato ad episodi indimenticabili: i più belli la giornata organizzata da Amica Radio, la mia radio anni 70 con un centinaio di ascoltatori. Una carovana di macchine. L’altro ricordo di Febbraio 67 , qualche giorno di ritiro con pochi amici di Rimini con don Quintino. L’altro nell’inverno 68 sempre con un bel gruppo riminese con il miracolo degli spaghetti: Don Quintino un santo con il rischio di affogare nell’egoismo di esagitati. Avanti: è stata bella l’arrampicata del pomeriggio. Senza un bastone difficile affrontare l’ultimo strappo: l’amica che mi seguiva voleva darmi il suo: se  n’è materializzato uno alla sua destra. ” E’ tuo…lasciandomi il suo” Arrivati all’eremo abbiam notato una macchina del tipo  4 x 4 mi sono inginocchiato appoggiandomi sulla tomba dell’amico scomparso..Don Quintino,l’eremita pugliese. Ridiscesi abbiamo trovato la forza di cenare: sul corridoio ho fatto partire un brano di Mozart…senza trovare lo spazio per scambiarci la buona notte…notte di gioia francescana…dalle finestre ci siamo scambiati il buon giorno..di fronte al sorriso del Monte…dalle cui pendici sgorga il fiume che appena nato si nasconde tra il terreno carsico di Fresciano…quindi partenza per Badia Tedalda ….attesi da un tempio speciale sulla vetta di Badia…Basilica benedettina di San Michele Arcangelo…nel pomeriggio Nespola  ha inseguito un trattore Lamborghini rischiando…l’amica l’ho raggiunta in Chiesa… ho preferito l’ultima panca…lei ha innestato la prima..leggendo il brano di San Paolo ai Colossesi:……E’ piaciuto infatti a Dio…siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificate con il sangue della  della sua croce sia le cose che stanno sulla terra , sia quelle che stanno nei  cieli”…la domenica  la visita del’amico Frizzina per attrezzare un boyiler..tra poco arriveranno i bambini  Silvia e Davidino  papà Chicco..mia nuora..il nipotino..mio figlio…e la speranza di un altra persona con il nipotino…la sagra dei nonni..dell’amicizia…a tennis vinceremo noi un bel doppio..85/72…una bella esperienza..se l’uomo  si distingue da una scimmia…orgogliosamente felici Fiorello Paci e amica mistero..non per i miei figli…

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