TORNIAMO ALLA TRADIZIONE

gioconda (2)

A Bologna a Palazzo Albergati dal 16 Ottobre 2017, all’11 Febbraio 2018 la Mostra  “Duchamp, Magritte, Dalì. I rivoluzionari del Novecento”. In esposizione oltre 200 pezzi, provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme. La mostra, si rivolge ai protagonisti del Dadaismo e del Surrealismo, alle loro idee politiche o meno, approfondisce il percorso passando da Duchamp a Magritte, da Dalì a Ernst e poi Tanguy, Man Ray, Calder, Picabia e molti altri. Niente di nuovo sul fronte occidentale, sembra che non siano trascorsi cento anni, anzi il mondo artistico di oggi ripropone le stesse opere ribelli ma ormai sfinite e svuotate di ogni speranza. Se Duchamp si votava al concettuale e all’ironia, col Movimento Dada, nome che non vuole dire nulla, una risposta di doloroso sarcasmo alla tragedia appena finita della Prima Guerra Mondiale. Se Magritte era preso dal Realismo Magico. Se Dalì invece era alle prese dell’inconscio, più o meno questi artisti si interrogavano su quello che la politica e l’economia creavano… fiumi di sangue e di dolore per poi tornare allo status di prima. Ma ne valeva la pena? Questo si domandavano Duchamp, Magritte, Dalì e gli altri, cercando delle risposte. Le opere presenti non danno altra risposta se non il rifugiarsi nel nulla, o porre il nulla sul piedistallo (Duchamp) presentando una ruota di bicicletta su uno sgabello ed esponendola al museo, oppure prendendo in giro la Gioconda facendole i baffi scrivendo una frase erotico/burlesca. Magritte si rifugia nel sogno, nella bellissima tela dove un masso roccioso con un piccolo castello, la nostra memoria, vola su un mare tempestoso, la nostra vita. Dalì si interroga dando valore all’inconscio, alla notte, alle paure, tutto è permesso, tutto è già dentro di noi e senza pietà anzi quasi con prepotenza ci costringe a vedere i nostri mostri. Se questi Grandi, hanno aperto le porte dell’irrazionale, mi sembra sia tempo di chiuderle queste porte, mi sembra che gli artisti di oggi non facciano altro che riproporre strenuamente gli stessi concetti. Dopo tanto interrogarsi penso sia giusto darsi una risposta, lasciare il mondo dell’inconscio, dei mostri, della notte, lasciandolo dormire ed acquietarsi per mettersi sul cammino della razionalità, e vivendo una vita finalmente normale senza eccessi. In fin dei conti la religione è nata per dare una ragione all’irrazionale, lasciamo questo campo a chi è del mestiere e smettiamola di fare i guru… torniamo alla tradizione.

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