TORINO UNA MINIERA DI LAVORO E UNA BANDIERA TRICOLORE

….LA MOLE ANTONELLIANA. Un punto fermo per il mio lavoro, dopo la scelta decisa a Roma di non pensare alla televisione con il contratto già pronto da firmare. Non mi interessava il potere sul potere più propenso come sono di svolgere un lavoro in un’ informazione completamente libera da condizionamenti della sola ragione o sentimenti. Mi è rimasta nel cuore la gratitudine per un lavoro che inseguivo: era il mio sogno correre in giro per la gioia e il piacere di raccontare le cose belle dello sport con il ruolo di telecronista sportivo. Calcio e ciclismo: imprese cinematograficamente belle. Non avrei taciuto di fronte al lerciume di mercato o al commercio di energie. Oggi dopo 58 anni sono felice di quella scelta, anche perchè sono convinto più che mai l’uomo non potrà mai fare a meno di Dio. Per trasmettere un pensiero d’amore che si legge negli occhi ma lo riceve nel silenzio…sssssssssss  l’amica del cuore un volo istantaneo da  un continente all’altro. Lo smart…il table viaggiano su satelliti  artificiali costosissimi un pensiero d’amore parte e lo riceve un cuore che non costa niente. E’ opera di Dio: l’uomo può clonare mostri obestie rare. Ancora incapace di creare un unghia. Una bella scelta la mia: spezzai un sogno scoprii l’uomo dentro di me. Grato a Dio ma vorrei abbracciare quel professionista di Roma, una proposta di un Potere sul potere ma il mio Dio, il Dio di tutti la vide, ed io la vedo come una carezza, ad un ragazzo in cerca di lavoro che aveva un sogno. Raccontare il bello con la Rai. E la Rai non era più a Torino ma il mio lavoro mi attendeva lì:  il sorriso di San Giovanni Bosco con la rivista GIOVANI della Sei e lo sguardo burbero della liberal UTET. Quattro anni sul sentiero commerciale illuminato dalla comunicazione: un  successo. Le interviste su GIOVANI sono ancora vive e stanno riposando tra coltri storiche.Decine e decine di enciclopedie di cultura generale, molte di medicina , trattati di architettura, di storia, di filosofia,collane di sociologi ed economisti stanno adornando scaffali di studi ville e palazzi, biblioteche scolastiche, redazioni di giornali, case di giornalisti: Milano docet. Rifiorisce Torino con un mio nipote, Emanuele Citera in master Economia Finanziaria a pochi passi dalla Utet e ieri sera fb mi ha messo sotto il naso il Direttore della Stampa Mario Calabresi: è sempre stato il mio giornale con un amico carissimo passato dalla telefonia a quel giornale. Una notte rivedendolo in treno mi confidò..”..perché non chiedi anche tu…” Avevo appena detto no ad un contratto di inviato speciale a Nino Nutrizio direttore della Notte. Il mio ostacolo, un grosso problema, in quell’occasione non poter volare. Mi sono rassegnato dopo un intervista al super Dogliotti, accennandogli quel mio cruccio. Mi fece parlare con il suo Aiuto, al piano sottostante delle Molinette. Dopo avermi ascoltato mi disse solo.” …posso parlare con lei al primo piano. Ho girato il mondo,mi sono rassegnato..ci deve convivere.” L’addio al mio giornalismo zingaresco sotto la torre Antonelliana. Grazie Torre la mia vita sempre sotto la luce e la guida di una Basilica: Maria Ausiliatrice rossoazzurra.it….un Monte Rosa!

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>