TOGLIAMOLO DA QUI

maometto fiorello

di Paola  Tassinari                                                                      Nella basilica di San Petronio, a Bologna, nella Cappella dei Re Magi, della ricca famiglia Bolognini, le pareti furono affrescate da Giovanni da Modena, nel 1400, con un ciclo raffigurante Episodi della vita di San Petronio, nella parete di fondo; nella parete destra, Storie dei Re Magi; nella parete sinistra, in alto, il giudizio universale con l’Incoronazione della Vergine in mandorla; Il Paradiso e in basso l’Inferno con una raffigurazione di tipo dantesco, con una gigantesca figura di Lucifero e con la rappresentazione del profeta Maometto, con tanto di nome, tanto per essere sicuri. Maometto, è nella bolgia degli eretici, squarciato dalla gola all’ano, con le viscere pendenti, il supplizio che l’Alighieri gli ha inflitto: nel Canto XXVIII. L’immagine dantesca del supplizio di Maometto compariva spesso nelle miniature e nelle rappresentazioni murali del Giudizio universale, ai tempi, le due religioni si confrontavano solo con le armi, eppure oggi sembra che quell’era sia ritornata. Ora lancio un’idea che può sembrare sovversiva, ma è dettata dal gran desiderio di porgere una mano, un pensiero, un piccolo ponte. Un’idea che già aveva espresso qualche anno fa Francesco Cossiga. Togliamo Maometto dall’Inferno, non è giusto oggi, anche se è una testimonianza preziosa d’arte, avere una raffigurazione del Profeta di una grande religione all’Inferno e con una tortura simile. Amo moltissimo la mia religione cattolica e proprio per questo rispetto le altre religioni, se gli islamici mettessero Cristo in un posto simile mi arrabbierei moltissimo, perciò scrivo che sarebbe bene staccare la parte dell’affresco con Maometto mettendolo accanto al dipinto e spiegandone la motivazione… ma è solo una mia idea.

 

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