SVEGLIATEVI

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John Haldane ( 1892/1964),biologo e genetista inglese è considerato uno dei fondatori della moderna sintesi evoluzionistica, attualmente la più accreditata, integra la teoria dell’evoluzione delle specie per selezione naturale di Charles Darwin; la teoria dell’ereditarietà di Gregor Mendel sulle basi dell’eredità biologica rivista alla luce della moderna genetica, comprese le mutazioni genetiche casuali come sorgente della variazione; la forma matematica della genetica delle popolazioni; l’analisi dei dati della paleontologia. Haldane ha detto: “Ho il sospetto che l’universo, non sia solo più strano di ciò che pensiamo, ma sia più strano di quanto possiamo supporre”. Kennet Clark, lo storico dell’arte britannico, che considero un mio Maestro, pensa che questo pensiero, che prende atto della nostra pochezza, sia in definitiva, il motivo per cui nell’arte moderna governi il caos, una moltitudine di idee e bizzarrie più disparate, dove le persone fanno finta di capirci qualcosa, mentre gli artisti sembrano avere inteso qualcosa, ma finché rimarranno così vaghi e caotici, quel qualcosa non si vedrà proprio. Emblematica è la scena nel film “Dove vai in vacanza?”. L’attore Alberto Sordi accompagnato dalla moglie, l’attrice Anna Longhi, visita gli spazi della 38° Biennale di Venezia, dove straniati guardano le opere d’arte che all’apparenza non lo sono, a tal punto “non arte” che la moglie sedutasi su di una sedia, viene scambiata per un’opera vivente e valutata addirittura per la cifra di 18 milioni di lire. Il caos nell’arte raffigura l’incomprensione nostra, di noi stesi e degli altri. Le macchine non sono più strumenti, ma indirizzano la nostra vita, come accade sempre più spesso coi social network e i new media. Siamo attivi e comunicativi solo attraverso la rete, forse perché possiamo inventarci di essere migliori di quello che siamo, mentre siamo piccole isole nei rapporti reali, dove vige l’incomunicabilità, il deserto e la distanza, oltre a questo disprezziamo la vita, facciamo a chi urla più forte e abbiamo voglia di distruzione. Oggi siamo ben nutriti, ben vestiti, allegri, curiosi e brillanti, abbiamo messo in discussione il ruolo del padre, la scuola, le istituzioni, ma senza questi puntelli non ci può essere la civiltà. Clark, in controtendenza al pensare comune di oggi, pensa che l’ordine sia meglio del caos, la creazione sia migliore della distruzione. Clark preferisce la gentilezza e la cortesia alla violenza, il perdono alla vendetta. Pensa che la conoscenza sia preferibile all’ignoranza e che la simpatia e l’empatia sovrastino l’ideologia. Clark continua dicendosi convinto, che nonostante il trionfo della scienza e della tecnica, gli uomini non siano poi cambiati molto dall’ultimo millennio, ritiene debbano guardare alla storia, ma anche riscoprire la cortesia e l’educazione che servono a tenere a freno il nostro ego. E’ la mancanza di fiducia, più di qualsiasi altra cosa che uccide una civiltà, possiamo distruggere noi stessi col cinismo e la disillusione, come fossero reali bombe. Fiducia significa aver fede, se non si ha la fede religiosa, mancherà anche quella civile, infatti in questa nostra civiltà il migliore manca  di ogni convinzione, mentre i peggiori sono pieni di intensità appassionata… è primavera svegliatevi bambine.

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