SII COME IL FAGGIO E SCENDI A VALLE UOMO, SE CI SEI…

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               di Paola Tassinari                                                                        L’Italia è il Paese della bellezza, sono 53 i siti Patrimonio Unesco, due nuove entrate in questi ultimi giorni: leOpere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra – Stato di mare occidentale, un sito transnazionale che unisce Italia (Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda) insieme con Croazia e Montenegro (Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro) e le antiche faggete, anche questo progetto transnazionale, per quanto riguarda l’Italia sono i boschi di faggi che si trovano all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Siamo davanti alla Cina (52 siti, ma con un territorio molto più esteso) e ad altre nazioni molto più distaccate:Spagna (46), Francia (43), Germania (42). Qualcuno pensa che la bellezza possa salvare il mondo, personalmente ho molti dubbi ,vi spiegherò più avanti il perché. In determinati periodi storici si è cercato di realizzare canoni armonici per migliorare le condizioni di vita. Già i greci si erano soffermati sulla ricerca del bello ideale,di cui uno dei massimi esempi è il Canone di Policleto, una statua che racchiudeva tutte le regole per le proporzioni ideali. Si pensi al Rinascimento, alla cerca della bellezza ideale, per esempio, la Venere del Botticelli. Il Rinascimento, tanto osannato, in realtà influì ben poco sulla popolazione in quanto ristretto alle sole corti. Venendo più vicino a noi possiamo soffermarci sull’operato di Le Corbusier, uno dei più grandi architetti e pensatori del XX secolo. Il suo stile architettonico è una vera e propria rivoluzione verso il rinnovamento architettonico inteso come unico strumento in grado di raggiungere una reale giustizia sociale. Il modulor ,da lui ideato consiste in una scala di grandezze i cui influssi risalgono allo studio delle proporzioni del corpo umano rispetto alla selezione aurea, teorizzate nell’epoca greco-romana e rinascimentale. Anche il Nazismo, credeva nella bellezza, seppur dopo si infilò nell’estremo male, per questo osteggiò gli artisti della bruttezza, in particolare gli Espressionisti. Questi ultimi con la loro arte degenerata riflettevano valori contrari al regime nazista, contrari all’ordine e inneggianti alla bruttezza. Dono che gli dei fanno a certe donne, e che rende possibile la virtù senza l’esercizio dell’umiltà è un aforisma sulla bruttezza di Ambrose Bierce, (scrittore statunitense di fine Ottocento, che si arrese al brutto) e che fa riflettere. La bruttezza renderebbe la virtù inutile, in quanto rimanere brutti e bruti non richiede sforzi, sacrifici o studi. Sulla bruttezza ne ha scritto anche Umberto Eco, in un saggio famoso Storia della bruttezza,in cui analizza anche la nostra società contemporanea caratterizzata dal gusto per la crudeltà, a volte anche per il macabro. “Non si può parlare soltanto di degenerazione dei mass media, perché anche l’arte contemporanea pratica il brutto e lo celebra, ma non più nel senso provocatorio delle avanguardie di inizio Novecento. In certi happenings non solo si esibisce la sgradevolezza di una mutilazione o di un handicap, ma è l’artista stesso che si sottopone a una violazione cruenta del proprio corpo”. Oggi il disordine, la mala vita, l’eccesso, il rumore, il brutto impera e la bellezza non ci salverà perchè non la si riconosce più. Qualche mese fa sono stata a Torino, e volevo visitare Stupinigi, ebbene la compagna con cui ero, voleva andare a Venaria, il tempo per entrambe le visite non c‘era, bisognava fare una scelta. La mia amica si era informata all’Agenzia di Soggiorno, con vari turisti che avevano già effettuato la visita e con una moltitudine di torinesi, dalla signora bene alla studentessa, tutti e dico tutti avevano risposto… Venaria è molto più bella di Stupinigi. Mi sono lasciata convincere, beh Venaria è tutta un tarocco, sono rimasta esterefatta… persone che visitano musei, ville ecc. e non ci capiscono un razzo. Se l‘arte degenerata voleva avvisarci che sotto la doratura ci poteva essere il marcio e che andava compreso, qua, in Italia il Bel Paese, è ricco sì di tanta bellezza , ma non serve a niente, perchè non la si comprende più. Ancora peggio la bruttezza, non sto parlando di quella fisica, è divenuta la nuova bellezza, le persone sono maleducate al quadrato e credono di essere educate, non sanno di essere maleducati! Che fare? Come le faggete,diventate Patrimonio Unesco, che sono foreste molto antiche – le si chiama “vetuste” o “primordiali” – nel senso che non hanno subito cambiamenti nel corso di molti secoli. Dal termine dell’ultima Era glaciale, le faggete hanno lasciato i loro rifugi isolati sulle montagne per espandersi in tutta Europa. Il faggio è detto anche Custode della Conoscenza, in quanto simbolo dello sviluppo del sé, collegato alla riflessione e all’attività meditabonda, il faggio affina le sue caratteristiche nella solitudine. E allora ecco la cura… via dai posti di potere, di insegnamento, di salute, via l’incompetenza e la maleducazione, fonte di vera bruttezza e le persone dabbene, come i faggi isolati sulle montagne, scendano a valle e ci riportino ordine e armonia.

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