SIGMUND FREUD UNO STUDIOSO DELL’ASCOLTO POCO “ASCOLTATO”

ALMENO A RIMINI… è arrivato il primo freddo: svegliati da una certezza del tempo sempre in precariato ti da subito l’idea che sei ancora vivo. Non è poco. Sentirsi ancora vivi in una marea di fango racchiuso nel tuo guscio portato via dall’ira del vento e delle acque discese con i rivoli dai monti dagli occhi rivolti sulla marea. E’ freddo.Fa freddo: l’associazione, l’armonia delle parole ti porta a Freud, medico austriaco, psicanalista, analista della psiche. Un attento intervistatore, dolce, deciso,impegnato a risolvere problemi costruiti dalla mente da diventare nodi sciogliendoli con l’aiuto del costruttore. Proprietario abitualmente di città intere,infinite monopoli, arcipelaghi del grande continente creato da Web, sesto Continente. Il virtuale. Il sistema Freud poggia sul saper ascoltare attentamente il paziente fino a quando lo psicanalista si accorge che il il racconto fa piacere, per la partecipazione attenta dell’esaminatore. Nei  panni del medico tedesco, se  fossi stato io, sono più che certo che in più di un occasione mi sarei addormentato accanto al paziente, disteso per terra come un baccalà lesso. Altrettanto certo che non mi sarei addormentato tra le braccia di nessuna. E’ da vigliacchi strumentalizzare la propria professione o la missione se cambia il colore delle vesti di chi ascolta. Premesso ciò dobbiamo convenire che saper ascoltare oggi è quasi impossibile per i ritmi del tempo impostati in un egoismo senza confini per raggiungere solo profitto: danaro o comunque sempre con un interesse finale. In sua assenza sei un povero guscio di noce in balia dalla marea fangosa. Ovunque:non esiste sulla terra un orto dove l’ascolto possa essere un piacere per chi ascolta ma assolutamente mai per chi racconta. Quindi: uno costretto a scoppiare nel proprio guscio? Iddio, Dio creatore, se ce così fosse sarebbe stato un gran bastardo a creare per distruggere, a creare una speranza, ( la gioia di esistere) per trasformarla in una dannazione a vivere. Non è così amico lettore deluso, non è così donna e mamma infelice, sposa, come un fuoco spento qualcuno ad ascoltarti è sempre disposto oltre al Cielo aperto e spalancato su di te: esci dall’accerchiamento, entra in una chiesa silenziosa e rivolgiti verso l’altare con un pò di luce e parla a Colui che E’ incarcerato nella sua casettina da nanetto. Parlagli, ti ascolta e appena senti un passo di persona vivente allontanati e ti accorgerai che sarà ancora Lui pronto ad ascoltarti mentre cammina sulla strada : un ammalato, un crocifisso da marciapiede. Se non trovassi neppure un mendicante alza gli occhi al Cielo, e ad una foglia che vola portata via dal vento, una nuvola che vola verso il mare affida il resto del tuo racconto, c’è un guscio rossoazzurra, Maria Ausiliatrice, la Madonnina che ascolta tutti e sempre…ma decidiamoci tutti che l’ASCOLTO è un ottima medicina non costa niente…Ciao di cuore ai miei due lettori

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