Sembra facile leggere la parola di Dio,impegnativo se pensi che i fedeli ti interrogano

Siamo alla fine di Maggio, mese mariano che si conclude con la visita di Maria alla cugina Elisabetta in attesa di un bimbo,concepito con Zaccaria in tarda età.Fuori dei tempi tradizionali per la fecondità.Che sia stata una  sorpresa gradita lo si capisce quando le due cugine , “con il vestito sempre più corto “si incontrano:il bimbo di Elisabetta  sussulta nel grembo avvertendo la presenza dell’altro, il ” Salvatorino” nel grembo di Maria santissima. Una lettura che ha fatto e commentato il Diacono. Mi hanno invitato a leggere la lettera di san Paolo, un accorato appello dell’annunciatore di Cristo per l’amore fraterno,da estendere anche ai propri nemici,con un richiamo speciale all’umiltà per dedicarsi alle piccole cose. Senza occuparsi troppo del successo. E ritorno subito al titolo, sembra facile leggere. Siamo nel mese di maggio e mi sto confessando con i miei quattro lettori mettendo il mio libro cuore sul tavolo o sul comodino. Non leggo ma annuncio e quindi sento il bisogno di osservare chi ascolta e il primo ascoltatore sono io. E sono gli occhi dei fedeli che mi interrogano e d io rifletto e rispondo a Cristo e agli occhi che mi guardano e mi seguono. Scandisco le parole dell’Apostolo Paolo  e mi scendono al cuore: non posso mentire e proseguo con la luce nel cuore e nella mente. Quando scorgo la bella armonia tra quello che leggo con il mio vissuto: a volte mi commuovo soprattutto se mi capita di leggere la conversione di Paolo sulla via di Damasco. Quella lettura si riaffaccia con una nota di Don Oreste Benzi che scrisse  ai margini di quella pagina del Pane Quotidiano..” fiorello il tuo compito per le persone che il Signore ti farà incontrare sul tuo sentiero è di seminare gioia e speranza.” E’ quello che cerco di fare e mi confronto con la lettura e le persone che ascoltano. Come stamattina: nella mia panca c’era una signora che non appena sono ritornato al mio posto mi ha detto qualche parola che non ho capito. Una si: grazia. Da quando ho fatto una bella strisciata sulla ghiaia del parco Marecchia per evitare un cane, tuffandomi dalla bici, in ginocchio non posso più stare e prima di uscire dalla Messa l’ho detto alla vicina.Le ho chiesto solo se si chiamasse maria Grazia,anche per rimediare a quanto mi aveva detto prima che non avevo considerato.Non volevo dare l’impressione di una persona scortese  che non si mette in ginocchio neppure durante la Consacrazione del Pane. ” Solo Maria ” mi ha risposto. Meno male. L’annuncio volentieri la parola di Dio e mi permette in ogni occasione di riflettere e confrontarmi con i miei passi quotidiani.Non posso continuare a chiedermi perché il Signore mi mette sempre sotto il naso non le piccole cose, ma solo cose  difficili e grandi che si risolvono solo quando vuole Lui…e a friggere sono io.Che la Vergine santa ci assista sempre:annunciare la parola di Dio fa bene al cuore ! Fiorello Paci

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