SEI MESI DI VITA SONO POCA COSA UNA PICCOLA TESTIMONIANZA

Non son molti sei mesi, sufficienti o abbastanza indicativi per un esame di coscienza, per interrogarci se siamo rimasti fedeli agli impegni assunti con i lettori alla prima uscita: giorno di Pentecoste, ricordo della battaglia del Piave, ricorrenza di Maria Ausiliatrice. Il giornale su Web, con una periodicità quotidiana è un impegno,con una scala di valori da rispettare da richiedere un energia assai dispendiosa: molto più pressante della presenza di un animale tra le quattro mura. Più impegnativo del delicato lavoro di uno chef per mantenere ritmo e interesse intorno al Ristorante da non perdere clienti ma di aumentarne il volume, della creatività di un maestro pasticcere alle prese con le ultime novità , dell’attenzione materna verso il proprio ramoscello o della gioia del contadino che affida la speranza del raccolto alle bizzarrie del tempo mutevoli come le nuvole del mattino imbronciatine per il timore scaricare i frutti dove il bisogno si assottiglia o scompare.Chissà invece che non ci sia un pesce di acqua dolce trascinato dalla corrente in attesa proprio di acqua sorgiva per tornare alla sua sorgente.Il ristorante, una mamma,la casa colonica,la pasticceria,l’ente addetto alla tutela clima ,acque, hanno sempre la possibilità di ricambi, di potersi alternare all’osservatorio, al controllo,passaggi di energia per un lavoro  d’assieme, funzione di vasi comunicanti e un quotidiano su web ha decine  decine di persone cronometricamente attente da chiudere uno spazio libero da non permettere l’ingresso neppure ad una formichina distratta. Spazio prezioso per un annuncio dell’ultimissima ora per non finire tra le fauci di un capo redattore, di un vice mangiafuoco o di un direttore, quarto uomo dopo la Trinità. Un mondo becerone di elefanti in vetrine di cristallo di Boemia. La vita è sacra per tutti e il bilancere della Giustizia non può spostarsi di un millimetro tra diritto e dovere, altrimenti non si può parlare di libertà, di rispetto: non si tratta + di lavoro ma di forno crematorio, di fonderia del diritto.Ho parlato di giornale e sarei  felice di essere giornalista se questo criterio venisse adottato dove si stampa un qualsiasi scarabocchio: nel sacro e nel profano di giornalisti schiavi ce ne sono una bella scuderia. Dante direbbe:..”come sa di sale lo scendere salir per l’altrui scale”. Amici lettori,sono orgoglioso di questi sei mesi di testimonianza, di fedeltà all’uscita del 24 Maggio, ma sarei felicissimo che questa testimonianza  potesse diventare lavoro per assumere come segretaria di redazione Paola Tassinari, l’unica, lo sola che mi sia rimasta a fianco fin dalla prima ora.  La mia non vuol essere una captatio benevolentiae ma un attestato pubblico di una donna che non ho mai visto. La mia stima per lei è tanta: direi che sia in parte la prima responsabile per questo cambiamento di rotta. Il passaggio da testimonianza a lavoro. Carezze gradite sono stati i commenti di Simona Mulazzani un riferimento forte da quando intervistava Don Oreste Benzi. Mi aspetto molto in seguito dalla collaborazione preziosa di Luisanna Tuti. Nello staff ci sono diversi amici che ho studiato attentamente durante questi anni di presenza su fb, una rete di tirocinio e di pescaggio di ricordi belli e di valore.Sono certissimo che uscirà un bel giornale: sono fiero di essere ancora in piedi, di poter camminare a testa alta, con una stampella quotidiana, un giornale su web. Il suo nome è chiaro, potrà andare tra le onde, ma va benissimo tra le colline verso l’imbrunire e in mezzo ai tramonti dei miei Appennini. La vita continua: scrivere è bello, è come vivere sotto i raggi del sole. Ciao da Rimini!

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