Scasso di ieri: meglio l’Africa che fare il giornalista o piangere come cristiano cattolico.

TENTO DI FARLO LASCIANDO A VOI OGNI COMMENTO limitandomi al ruolo di cronista della strada.Da un paio di mesi avevo rivisto un  pittore presentatomi da un gallerista di Concordia: esponeva i suoi quadri a marina Centro sui gradini di un notissimo ristorante. Praticamente Luglio al mare e gallerista di strada: lo intervistai per Tele Rimini e ricordo la sua scarsa considerazione per i riminesi di non essere stati capaci di capire i quadri di Ligabue che vendeva a poche migliaia di lire, intorno ai 3 euro di oggi. Non li hanno voluti: voglio vedere se continuano a sbagliare con questo pittore, una genialità riminese.Stavo passeggiando con la mia famiglia ma dopo qualche giorno assieme al gallerista  raggiunsi lo studio di questo pittore:una casa colonica, un enciclopedia di ricordi spazzati dalla  Nuova Fiera, quartier generale di in nuovo quartiere. Uscendo da quel rifugio di cultura contadina,arte,mistero con la stessa sensazione di un ritorno da un pianeta sconosciuto o da una bottega d’artista medioevale: se la memoria non mi tradisce credo di aver gradito una fetta di pane con l’olio o delle fette di salame…”..le ho fatte io…son buone” senza distogliere lo sguardo da un quadro sul cavalletto di fronte al focolare spento. Fine Agosto 77. Sul cavalletto la tristezza rassegnata di un volto di donna. Diventammo amici. Stavo studiando la promozione come lavoro,  con un prodotto meno selettivo del libro classico come quello della Utet che mi aveva dato molte soddisfazioni sotto il profilo del successo per averlo diffuso con il contributo dei media.Un merito essere riuscito ad emergere con un mercato attento al rinnovamento alberghiero e alla ricerca di strade parallele al turismo sotto l’aspetto del profitto.L’arte avrebbe potuto essere una nuova strada.Ero molto attratto dalla natura, come rimedio per l’uomo in casi di problemi risolvibili con l’uso dei prodotti di madre terra. Ci sarei arrivato qualche anno dopo con un impegno tale da sottrarmi amicizie e ogni rapporto con 2o anni di lavoro. Uno di questi anche l’Agricolo, il pittore ingoiato dal cemento. L’avevo rivisto un mese fa mentre trafficavo in torno al giardino con Nespola: il tempo non scalfisce l’amicizia. Non è più lui, il contadino,è un cittadino del corso Turchetta. Lo studio scomparso; prosciutti, salami volanti, distese di granaglia per le galline, gran turco ricordi da secondo millennio. Per trovare quell’ambiente a volte, se gira,mi passa a prendere per andare a trovare amici in campagna. Ho sempre la macchina fotografica, io vorrei conversare  cercando di svegliarlo verso un genere pittorico del momento alla ricerca di Dio ma lui senza la sua “fabbrica” rifiuta. Ieri l’avevo cercato per andare a trovare una famiglia sulle colline e rientrando menter fotografavo una nuvola mi ha detto..”..guarda come son belli quei pini laggiù..è la chiesa del tuo amico don Probo”…”…bravo…sono due mesi che non lo vedo..vado sempre a San Giuliano…dai..andiamo a trovarlo”…siamo arrivati davanti alla Chiesetta alle 15,54. Parcheggiata la macchina vicino alla chiesa l’Agricolo si avvicina mentre sto fotografando il portone…con pezzetti di legno per terra…entriamo e vediamo don Probo dietro l’altare e gli chiedo se aveva smarrito la chiave..un candeliere…di traverso e in alto spezzato il vetro del quadro della Madonna…Donatella con la testa tra le mani dalla sacrestia e altri due signori amici di Don Probo..mi avvicino al Tabernacolo forzato e fotografo Gesù…lo prego come sempre…chiamo i carabinieri…assai gentili..rosario e Vespri…abbraccio Don Probo  saluto quegli amici e con l’Agricolo che non riusciva a trovare gli occhiali…ho capito..appena riapparsi siamo usciti ..la Santa messa l’avevo vissuta al mattino…rientrato ho voluto scrivere l’articolo raccontando quanto avevamo visto…con un titolo per capire cosa interessa alla gente di oggi….scoprire come un prete possa aver fatto 7 figli…è la società do oggi…ci ignoriamo e di questa patologia siamo tutti affetti…nessuno indenne dagli infami tribunali della strada…della calunnia e della menzogna….come giornalista mi complimento con me stesso per essermi fatto leggere da molti.Come cristiano mi faccio schifo di non ribellarci ad sistema strumento per distruggere…che uomini della Chiesa abbiano sbagliato e sta pagando è giusto che sia…ma non hanno sbagliato solo uomini della Chiesa…e  piuttosto che rimanere tra incivili che si permettono solo di giudicare gli altri…sarebbe meglio andare in Africa…i giovani si trovano a disagio tra questa indifferenza..io mi trovo meglio con loro…e il loro mezzo bicchier di vino…  

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