RIMINI PIU’ VICINA A DIO soprattutto dopo il ritiro del potere pontificio.

       del direttore                                  

 Non facile trattare un argomento storico in poche righe in un giornale del Web sotto il dominio delle immagini quando meriterebbe una ricerca analitica e un serio approfondimento richiesti per arrivare a studiarne il  sistema di gestione. Importantissimo per capirne gli aspetti politici socio economici con tutti i  doverosi risvolti umani legati al potere.Mediazione compromessi fino ad arrivare alla corruzione per mantenerne la stabilità.Chiamate al sacerdozio più dall’interesse che dallo Spirito Santo. Tralascio quest’aspetto, ma se dovessi  dare un giudizio credo che tutti siano convinti che un sistema permissivo come l’attuale,di poter rubare in guanti bianchi, non ci sia mai stato.Dello Stato pontificio non mi piaceva  la regalità, i privilegi veramente nauseanti da costituire in passato una autentica fortuna avere un  familiare prete. Se il messaggio di Cristo, la sua discesa sulla terra avrebbe dovuto essere conosciuto attraverso il Potere Pontificio penso proprio che Dio non avrebbe ispirato santi come san Giovanni Bosco, il Beato Cottolengo, San Gaspare del Bufalo proprio come risposta e proposta con lo sgretolamento del potere pontificio: santi dell’800. Rimini era una carrozza di quello stato: il Borgo San Giuliano una cariola anarchica. Ma è proprio in questa città, dal suo porto che sono partite per il mondo le vele di una chiesa viva e missionaria: i missionari della Diocesi, i ragazzi della Papa Giovanni xxiii, il Rinnovamento dello Spirito di san Mauro Pascoli, i catecumenali della collina riminese, e credo che dalla Chiesa di sant’Ermete sia partito un movimento di preghiera diffuso in Germania. Il movimento di Cl avrebbe dovuto esprimere il valore cristiano nel mondo della politica che non ha retto all’urto del sistema attuale. Personalmente ho vissuto per il mio lavoro su tre grandi città come Roma Torino e Milano, 54 anni  a Rimini. Ho avuto modo di conoscere l’humus ideale per verificare la presenza di Dio.Sono sempre stato tra la  gente, in mezzo agli operai e i media intervistando i grandi industriali della ricostruzione italiana ma quello che ho visto a rimini non l’avevo notato in nessuna città: l’amore sincero delle famiglie per la sofferenza, il bisogno e il desiderio di dare una mano a chi si trova in difficoltà. Gli stranieri intelligenti l’hanno capito e lavorano..chi ruba o delinque a Rimini è fuori posto…la politica dovrebbe coinvolgere i laboriosi da costringere chi sbaglia a cambiare strada per non compromettere la serietà di chi lavora…rimini non caccia via…ma non sono solo gli  stranieri…il ponte di Tiberio è un coetaneo di Gesù…ama questa città soprattutto da quando l’hanno fatto scendere dalla carrozza del potere pontificio. 

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