OGGI SAN VIRGILIO…IL NOSTRO PROFESSORE DELL’ENEIDE…UN’OMBRA

… che ci segue in ogni passo della nostra vita.La scuola spazzata via dalla guerra: l’amavo tanto la scuola, la mia cartella, i quaderni,in prima fila di fronte alla cattedra della mia maestrina, Ersilia con una crocchia bianca,accurata nel vestire,con una predilezione per il nero abitava di fronte alla bottega di mio padre, vicino alla fonte della Bozia di Anghiari.Il primo giorno di scuola una vera tribolazione per i più piccoli,per me che ero il più piccolino non riuscivo proprio a staccarmi dalla mano della mamma. ho avuto solo una mezza fortuna di essere assegnato nella classe della maestra Ersilia, un pezzo del mio mondo piccolo dagli orizzonti limitati.La Bozia uno dei primi posti che sparivano al mio e agli sguardi del sole a ridosso della nuova strada la via nuova che alleggeriva il peso sulle spalle della dritta,la strada bianca che partiva dalla Croce in picchiata sulla Stazione fino al Ponte traverso del Tevere di San Sepolcro. La mia strada di ogni giorno fino alla scuola attaccato come ad un franco bollo della mano di mia mamma.” Saluta il babbo” chinato sul suo banco con la pialla in legno di un cassetto,”Fiorellino fai il bravo”il suo incoraggiamento al mio saluto per l’indicazione della mamma. Le aste mi piacevano tanto dopo la carezza sui capelli della maestrina. Bravo Fiorello. Mi piaceva la scuola quella scuola di una maestra apparentemente austera: dava poca confidenza. Era buona brava paziente. Le volevo bene fa farmi andare a scuola con piacere. In terza elementare ho scoperto che mi sarebbe tanto piaciuto studiare, conoscere, imparare, entrare nel mondo sconosciuto della conoscenza.Mi interessava tanto il corpo umano, la geografia, la storia dell’uomo, mi piacevano i racconti legati al vissuto,al lavoro, ai campi, l’aria , l’acqua il fuoco. Senza che me ne accorgessi sarei rientrato lì alle superiori con i presocratici,al cammino dell’uomo su strade lastricate dalla filosofia, dai sogni del libro cuore, alle avventure dei Ragazzi della Via Pal, senza pensare  che un giorno sarei diventato la sua sorpresa, come giornalista e inviato speciale nella rivista Giovani, diretta da quell’Autore, Ruffillo Uguccioni, con Peter Kolosimo, redattore di tutta la parte scientifica. Il mondo esterno, il mio interesse dentro la scuola,lo portavo dentro io,con le interviste ai grandi di allora.Quella scuola mi era piaciuta con i risultati del dopo: la terza elementare la mia laurea in lettere , in scienze didattiche, in scienze della comunicazione. Tre lauree in terza elementare. Invece prima lampi di guerra, minacce, battaglie, richiami alle armi da scombinare la scuola,da odiare la mia scuola per il ritorno della mia maestrina alla prima elementare. In quarta maestri fascisti,prepotenti,richiamati alle armi, fucilati a Cefalonia,ingresso in cattedra della vedova impietrita dal dolore,incompetenti in cattedra, mi rifiutavo di capire,un giorno mi sono nascosto con i miei libri nella pinetina, con un pacchettino di sigarette milit, che lo zio Iridio sottufficiale di Aviazione regalava a mio padre. Odiavo la scuola. Per riamarla presi la decisione di entrare in collegio con don Bosco in piena guerra. Battaglie aeree sulla testa, bombardamenti,per il passaggio del fronte rientrato in collegio a Maggio…costretto in tre mesi la terza ginnasio per ripartire in quarta con i riposati. Arrivato a Maggio dopo le tragedie per il passaggio del Fronte in lotta sia contro i tedeschi che con gli alleati per tutti gli abusi dei vincitori e la  rabbia dei traditi. Con l’Iliade e l’Odissea mi trovavo a mio agio con l’Eneide a Roma con il prof. salesiano Roberto Iacoangeli, Virgilio me lo sentivo un caro compagno di scuola e rossoazzurra.it   IL VELIERO….infandum regina iubes renovare dolorem…eh…!!!!un abbraccio a chi mi vuol bene! Basta!….ragazzi che potete studiare….amate i vostri genitori!!!

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