Non siamo lo scendiletto d’Europa..siamo stati i primi e siamo ancora i migliori…capiamoci.

L’Italia tra i fondatori d’Europa considerata la cenerentola…per le scelte del nuovo governo.Nessun altro stato europeo sta subendo pressioni uguali alle umiliazioni che sta subendo l’Italia sia sul piano politico che programmatico sotto l’aspetto economico. Un allarme generale preoccupante che ha provocato un tiro al bersaglio sia dalle varie espressioni del parlamento italiano che dagli altri stati europei piccoli e grandi.Non si tiene conto che nel programma di governo, fin dalle prime battute, si era parlato del nuovo indirizzo rivolto all’ascolto e ai bisogni della piccola e media impresa. Un impegno di governo capace di trasformare in nuova economia il risveglio di commercianti e artigiani e nuova impresa,protagonisti e colonne portanti, energia e finanza del Rinascimento e delle Signorie. Più che risveglio rilancio di una trascurata ma importantissima economia.In questa polemica siamo stati così intelligenti da squalificare le nostre Università, se consideriamo dove hanno fatto approfondimento il Presidente del Consiglio e il Ministro delle Finanze studiosi, docenti che hanno considerato o fatto loro un programma così rivoluzionario sia sotto l’aspetto politico che sociale.Sarebbe opportuno dedicare a questa svolta un po’ più di credito. Ritengo che un politico più della dottrina debba tener conto della concretezza dei progetti assieme all’esperieza suggerita dalla storia.In un ‘economia sballata dalla concorrenza più che sull’assistenza l’investimento andrebbe rivolto sullo sviluppo del lavoro e la successiva promozione per la commercializzazione del prodotto in Europa e nel mondo come stanno operando i migliori industriali italiani nel mondo.Leggasi abbigliamento e calzature. Per la pasta e il vino non dov:remmo avere concorrenti. Ho parlato di esperienza e mi riferivo ad un Presidente del Consiglio che ha fatto sorridere e sperare l’Italia della fame, il dopo guerra: Amintore Fanfani. Da professore. di Economia ha badato poco alla dottrina gettandosi a corpo morto sui bisogni della strada: i cantieri montani per assicurare un pasto alle famiglie e un tetto a chi sognava una casa. Molti italiani in Francia , in Germania, in Belgio a costruire case o a lavorare in miniera. Oggi improvvisamente stupidi e cenerentoli e ci penserei un attimo a ridicolizzarci.Un momento difficile e l’errore più grave se non riuscissimo a capire che per raccogliere bisogna seminare. Da sempre. Egregi ministri non si può riscuotere prima di raccogliere come era in uso da queste parti. Bisogna ritornare a lavorare rimettendo al suo posto ciò che è stato eliminato: Dio, la terra e il lavoro. Fiorello Paci

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