NON POSSO NON PENSARE….cara Paola Tassinari getti aceto sulle ferite…è la Fede che manca

03-15

di Paola Tassinari                                                                La Chiesa, attorno al 1100, era soprattutto internazionale, questa espansione della Chiesa, è stata resa possibile grazie all’Abbazia di Cluny. L’Abbazia adottò la Regola benedettina, ma con due sostanziali differenze: nella sua struttura organizzativa e nell’esecuzione della liturgia come sua principale forma di lavoro. Mentre, infatti, la maggior parte dei monasteri benedettini rimanevano autonomi e associati agli altri solo in maniera informale, Cluny creò una grande federazione in cui gli amministratori di sedi minori, chiamati priori e non abati, rispondevano di tutto a Cluny. A Cluny, l’arte centrale era la liturgia stessa che era fonte d’ispirazione, rifletteva la nuova ondata di pietà e di misericordia dell’XI secolo. Nei nostri anni bui, così pieni di nichilismo, una speranza viene dalle analogie con questa epoca, è un dato di fatto che Papa Francesco ha indetto il Giubileo straordinario ispirato alla Misericordia. L’intercessione dei monaci era fondamentale, attraverso le loro preghiere avveniva il raggiungimento della Grazia; questo fece sì che i potenti facessero a gara per essere ricordati nelle infinite preghiere del monastero, dando inizio alle donazioni di terre e ai benefici che resero possibile alle abbazie lo sviluppo delle arti. A Cluny vi furono così molti amanuensi, cronisti e opere d’arte molto belle, come il Candelabro di Milano, l’unico ad essere rimasto integro fino ai nostri giorni, una raffinatissima opera di scultura gotica, un candelabro a sette braccia, appartenente alla tradizione ebraica. Nel Medioevo esistevano numerosi esemplari di questo tipo di crocifisso, in particolare nelle cattedrali francesi, quali Reims o Cluny. Pensando alla spiritualità e alla preghiera dei monaci benedettini di Cluny, non posso fare a meno di pensare al violento terremoto che ha devastato Camerino e Norcia, alla distruzione della Cattedrale di San Benedetto. Non posso non pensare ai frati e alle suore raccolti in preghiera davanti alla Cattedrale del fondatore dei benedettini. Non posso non pensare al domenicano padre Giovanni Cavalcoli, che ha affermato che questi disastri sono un castigo divino per le offese, parole di Cavalcoli, arrecate alla famiglia e alla dignità del matrimonio con le unioni civili, parole sconfessate subito dalla Chiesa. Non posso non pensare che si uccide Dio ogni giorno, che le vocazioni sono poche, quindi meno preghiere da parte dei religiosi e nessuna preghiera da parte dei laici. Non posso non pensare che nel XII secolo, l’intercessione dei monaci era fondamentale, attraverso le loro preghiere avveniva il raggiungimento della Grazia. Non posso non pensare che solo perché siamo al 2016 e siamo “moderni”, abbiamo l’arroganza di crederci alla pari con Dio.

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