NON AMO CHE LE ROSE CHE NON COLSI…correndo dietro all’illusione

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di Paola  Tassinari

………………….Quest’anno, 2016, sono100 anni dalla morte di Guido Gozzano, un poeta cosiddetto crepuscolare che morì a soli trentadue anni di tubercolosi. Crepuscolare in poesia vuole indicare una situazione di spegnimento, di pessimismo, pervasa di malinconia, chissà forse Gozzano percepiva in sé che avrebbe vissuto pochi anni. Un solo verso di una sua lirica e si capisce il suo animo: “Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state”. L’incapacità di vivere nella società contemporanea e il rifiuto del presente per rifugiarsi in un passato costituito da cose semplici, da ambienti borghesi e provinciali sono le tematiche preferite dal poeta. E’ nella natura dell’uomo desiderare ciò che non si ha… ma è solo un’illusione, perché la memoria indora la pillola, si dimenticano le cose brutte e si enfatizzano quelle belle, meglio seguire la ragione e mo ve lo dico io che amando questi versi di Gozzano mi identificavo in lui e non mi accontentavo mai, rimpiangendo il passato, anche se ora ho imparato vivere nel presente, apprezzando ciò che ora ho, senza voltarmi indietro e senza programmare il futuro. Ero già crepuscolare da piccola io, a otto anni chiesi all’insegnante di religione come poteva esistere il nulla, io concepivo l’infinito, ma non il nulla, come poteva esistere il nulla? Però percepivo che gli adulti erano nichilisti, che non credevano veramente nell’Aldilà e di questo io ne soffrivo, perché io ci credevo veramente. A poco a poco la società mi ha inghiottito e sono diventata come Gozzano. A dieci anni mi regalarono una palla, con cui mi divertivo assai. Un bel giorno si bucò e si sgonfiò. Piansi talmente tanto, talmente disperata che la mamma me ne comprò un’altra. “Sei felice ora?”. Mi disse la mamma. Io risposi: “No, perché se l’altra non si fosse forata, ora ne avrei due”. Tutto questo per dirvi di vivere nel presente, nella realtà, di lottare per migliorarla e non di crogiolarsi in un passato che non è più, che la vita è qui adesso….Paola  mi sono permesso di aggiungere tre parole al titolo del tuo Gozzano..non riesci più a stupirmi con i tuoi scritti…sei tu stupore. Non è un elogio ma una considerazione doverosa per la tua costanza nel battere le tue incertezze. Veramente brava. Credimi che non è facile riuscirci.Grazie da Fiorello.

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