MOROLLI FIORI…Parola magica per ascoltare una canzone scritta dai fiori

INTERVISTARE UN FIORAIO STORICO UN NEGOZIO ENTRATO NELLA LEGGENDA per me è stato abbastanza facile da realizzare. Avrei potuto farla anche dalla finestra,un ping pong con un tavolo ponte di via Matteotti. Morolli Fiori al 13 lato mare, la penna al 14 per la battuta, lato monti. Più che una partita un ritornello che se la tira da anni: Mare/Monti.Il destino di chi ama la terra dei fiori del periodo estivo e lo sciabordare delle onde sulla scogliera durante l’inverno: siamo nella coda di un inverno pasquale.Una sorpresa 0 gradi, a pochi giorni dalla festa delle Capanne. Sono le 12,15 quando cerco di avviare l’intervista con la colonna di questo negozio Luciano Morolli. Mura ampie, una vetrina  una boutique illuminata dalla luce dei fiori e uno strumento musicale appeso alla parete, forse la Lira. I fiori sono musica,la musica dolcezza dell’anima, giardino pensile con il rischio di infrangersi in un materialismo storico senza confronti.Sembra strano, ma amore e passione scaturiscono dall’anima che gli uomini cercano di catturare con i fiori. Matrimoni e grazie ricevute profumano di fiori: le anime in attesa di passare il Giordano hanno quasi sempre tanti fiori. Luciano un cinquantenne che vive di ricordi e di successi, la poesia dei fiori: Cristiano un figlio sui vent’anni la prosa.Computer consegne organizzazione felice di lavorare tra i fiori/impresa. Mancano altre persone che fanno parte della famiglia Fiori. Luciano delle domande fa un bouquè rispondendo una ad una. – Il negozio è nato nel 55,noi abbiamo cominciato nel 1967.( Quando è nato mio figlio Cristiano ricordo di aver comperato a mia moglie un orchidea portata a Villa Maria..remember il 1967).Ha subito incontrato i favori del pubblico per la fortuna di conoscere amici importanti come Dasi, un grande uomo, sottolinea,Luciano Morolli. Il Grand’Hotel ospitava grandi personaggi ospiti del Pio Manzù con il nostro negozio privilegiato per la consegna dei fiori. Ha fatto il giro del mondo il mazzo dei fiori consegnati da Gerardo Filiberto Dasi alla Principessa Diana. Anche la scienza italiana ha ricevuto i nostri fiori: il Premio Nobel Montalcini si è commossa con le nostre rose. Luciano sorride a questi ricordi.Alla domanda di spiegare il motivo per lo splendore degli anni 80/85 la colonna Corinzia del negozio la spiega così:c’era più voglia di fare, di regalare.Oggi poco lavoro, pochi soldi.Alla domanda del successo dei fiori come regalo anche Luciano è molto concreto, a dimostrazione che l’economia è concretezza, anche sfida per il mio modo di pensare. Lui dice che il regalo di un fiore è molto gradito e costa poco rispetto ai gioielli e fa una gran bella figura.La sua osservazione non fa una piega e ad un maestro come Luciano chiedo se ci sia un fiore che possa rimanere come ricordo.C’è sì ed è il fiore più gradito,la ROSA SECCA ROVESCIATA E APPESA. ALLA DOMANDA SE AVESSE MAI  consegnato dei fiori ad un personaggio politico,decisa la risposta: GORBACIOV. Un intervista veramente storica, ma non solo di Rimini, un intervista di pace, di auspicio di amore di fiori con il profumo di cielo. All’intervista ha assistito anche il figlio di Luciano, Cristiano colonna dorica del negozio Morolli Fiori. Cristiano è prosa, ma  innamorato di un padre poesia e storia. Son belli i fiori, siamo tutti figli dei fiori.    fiorello paci     

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>