MO’….JE LO DICO….GRANDE AMICO DI RADIO ROMA….RAI..REMEMBER

Era da giorni che pensavo di aprire un dialogo con i lettori, riesumando una rubrica radiofonica ideata e redatta dal mio amico Giovanni Gigliozzi, una  genialità  abruzzese, un gigante di bontà e di scienza di Dio. La rubrica che divertiva tanto i romani la domenica dopo il Gazzettino era conosciuta per  queste tre semplici parole ” mò …je lo dico”.Una raccolta di lamentele di tanti cittadini, una valvola di sicurezza.Giovanni nei confronti della politica era considerato come l’aceto versato nel vino. Un galantuomo di capacità, laureato in legge. Entrato in pensione è riuscito a difendere i familiari delle vittime delle fosse Ardeatine. Ricordo di avergli tirato la volata negli ultimi tre giorni di una campagna elettorale accesa riuscendo a farlo arrivare al primo dei non eletti.Gli mancarono i voti promessi da un associazione. La politica non lo affascinava: era troppo onesto per adagiarsi sui compromessi. Un ricordo degli anni 50. Fu Lui che mi permise di arrivare fino alla camera di p.Pio nel 1958: era amico del frate, al punto di dirgli che se non lo avesse accontentato, avrebbe esposto la sua foto al sole di Luglio. Padre Pio temeva il caldo: erano veramente amici. Il santo aveva guarito suo suocero affetto dallo stesso problema di mio suocero: guariti entrambi da un tumoraccio alla vescica e saliti al cielo per una  identica insufficienza cardiaca qualche anno dopo la guarigione.Attraverso questa rubrica potrete entrare nenne viscere del Veliero da farne uno strumento di crescita con l’opportunità di conoscere o v alotare la votra capacità di scrittori.  Lo ritengo un omaggio floreale all’amicizia, legame dei sentimenti  positivi.

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