MEZZO SECOLO FA’ IL BAR NON C’ERA L’EREMITA DON QUINTINO SI’

Sembra ieri,quando ritornando dal Fumaiolo sul calar della sera scendemmo a Balze al bancone dei panini per una merendina cena a base di pane toscano farcito di acciughe e burro. E’ cambiato qualcosa da allora il bancone sostituito da un pentagramma di note polivalenti: il Ristorante Balze ghiotte, l’Albergo, il bar, l’edicola e un piccolo supermercato. Al timone la mater, ai fornelli Rosita chef,al bar una ragazza degli Altari, una famiglia in movimento dallo spuntar del sole alle 24, in uno stile da filosofia romagnola anni 70. L’ambiente Balze una città valorizzata dal Capo del Governo del ventennio fascista: una  catena di rocce difende le case qualora il Fumaiolo venisse preso dalla nostalgia di scendere a valle, la nuova moda delle montagne poco rocciose.Stando ad ascoltare i valligiani si riscontra lo scarso interesse della Regione più attenta  ad investire sui monti a nord della Romagna salvo Campigna. Balze può vantare un primato che pochi hanno, la presenza nel proprio territorio di Santi Eremiti che sono entrati nella storia della Chiesa  lasciando tracce come Francesco: Sant’Alberico dallo storico Eremo e Quintino Sicuro ristrutturatore dello stesso altare abbandonato. Lo conoscemmo tutti  cinque di allora e gli ultimi due si sono accontentati di vederlo nella sua tomba. Non ancora santificato: è sotto processo diocesano. Quello dei balzerani continua. Don Quintino un santo: alla fine l’eroicità batterà le sue scelte di soldato e di Brigadiere della Guardia di Finanza. Un italiano di ferro.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>