MARIO POLTRONIERI amico a Torino intervistando Abarth, l’ho incontrato a Milano…

…come assicuratore nel suo ufficio sotto la sede della Rai. Oggi seguendo il telegiornale di rai 2 ho appreso della sua scomparsa e mi ha fatto piacere sentire  del suo arrivo a 87 anni: un campione il collaudatore di Abarth. In macchina più che un collaudatore dava l’idea di un bravissimo pilota,alla guida una fionda, un proiettile. Sono passati 57 anni da quell’intervista ma quella corsa dalla fabbrica di Abarth alla basilica di Superga e ritorno rimarrà una pietra miliare per la mia passione con le macchine elaborate un grande amore per  le macchine da corsa. La giornalista Paola Tassinari poco tempo fa sorpresa per il mio modo di guidare non riusciva a spiegarsi come mai ogni macchina con me debba ” rombare “: un amica invece si raccomanda di andar piano nelle curve. “Guarda che scendo”: il problema che lei fa delle inversioni che non le ho viste fare neppure al pilota Mario Poltronieri. Neppure don Oreste Benzi scherzava con le inversioni.Abarth alla fine di interviste che riteneva utili per le sue elaborate faceva chiamare il collaudatore per un giro di prova in una delle sue macchine. Sicuramente l’anno 60 e doveva essere settembre tempo di vendemmia se salendo verso Superga abbiamo evitato numerosi trattori con casse di uva in uscita o entrata lungo la ripida con curve a gomito affrontate da pannolone. L’ho definito fionda con l’aggravante di accendersi una sigaretta americana ad un centimetro dai cordoli  a  cinque nello schivare trattori e taxi. Guidando sempre con l’occhio sulla strada mi accennava ad un altra passione per il giornalismo che avrebbe voluto tentare a Milano dopo la gara “…sul chilometro lanciato che sosterrò la prossima settimana in america sul lago salato”…”se guidi così lo vinci sicuramente..”..”… non sarà semplice ma ci proviamo..” e vinsero con l’elaborata 1000… Al ritorno da quella prova Abarth mi chiese…”Le è piaciuta la macchina…”..mi son piaciuti tutti e due. Avevo capito che si può andare in macchina correre senza sfiorare un filo d’erba. E’ così! Passando da Torino a Milano per il mio lavoro sia con la Utet  che con la possibilità di approfondire al’altra attenzione per il giornalismo ho rivisto il pilota in un ufficio di assicurazione sotto la sede della Rai. Ero andato a intervistare Roberto Bertoluzzi promotore del Calcio minuto per minuto: Poltronieri mi disse che stava tentando una strada nella Rai con scarse possibilità di riuscirci. ” Se questa dovesse essere la tua strada…chiedilo a Padre Pio” .A Milano ero molto preso dal mio lavoro, una città spietata la capitale del Giornalismo,lavora chi sa lavorare. Per vertigini ho rifiutato un contratto di inviato speciale in un quotidiano tosto ma sono ancora vivo e il miglior telecronista della Rai, di formula uno, ha salutato ieri. Ciao Mario salutami Nuvolari e il campione argentino Fangio che ho battuto a ping pong ad un tavolo di tennis nel 1950 nell’oratorio salesiano di Varazze 67 anni fa…avevo 19 anni…ciao ciao telecronista del Cielo

                                  Fiorello Paci 

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