MARIO CALABRESI A BALLARO’ HA BOLLATO IL GIORNALISMO DEI “BONINI”

UN GRANDE GIORNALISTA MARIO CALABRESI: LO HA DIMOSTRATO ALLA “STAMPA” E A BALLARO’ HA FATTO CAPIRE DOVE ANDRA’ A PARARE.Solo una premessa, una considerazione per dire che il giornalismo su carta oggi è una mezza scommessa andarlo a dirigere.Sembrerebbe  un utopia, pensare di raddrizzare la barra del cartaceo strattonato dai nuovi mezzi di comunicazione. Di fatto uno si trova in casa l’essenziale del proprio giornale tra un caffè,la carezza all’amata, un incoraggiamento ai figli: la prima impressione  per impostare il proprio lavoro con qualche sugerimento per il timone. Il primo buon giorno per uno che ama il proprio lavoro senza passare subito dall’edicola: parametro di gradimento del proprio impegno abbastanza significativo. Comperavo la Stampa avendo colto  un aspetto molto importante, un valore che sta mettendo in difficoltà molte famiglie: l’alimentazione. Una ricerca del cibo senza pressioni baronali. Saggezza. Benessere senza trascurare le maggiori richieste di mercato per indirizzare i giovani in un settore che la scuola non aveva mai considerato. Un altro aspetto la serenità ricevuta richiudendo il giornale: una bella lettura anche a chiusura della propria giornata di lavoro. Ben curato: ritmi e contenuti. Immagino anche un bel rapporto con la redazione e i collaboratori. Mario Calabresi mi è sembrato fiducioso nell’affrontare i problemi che affliggono la carta stampata e ha posto il dito seguendo il corso della corrente mirando centro del Web inserendosi tra i lettori,cercando di inseguirli fino a precederli. Parlavo di scommessa: mi piacerebbe che la vincesse. Scrivere sul web o sull’acqua fa poca differenza: se intravedo il bello non posso pensare di portarmi dietro il mare o l’onda per rileggermelo con con calma. Occorre la carta. Ha citato una schermata di argomenti da evitare e scartato proprio un certo tipo di giornalismo liberandosene con un aggettivo: “bonini”. Vorrei solo chiedere al Direttore di Repubblica come potrebbe definire tutti quei servizi speciali su delitti passionari, la ricerca di documentazioni,testimonianze, tracce di sangue,mostrare le armi del delitto, tutte conferme alla caduta verticale dell’informazione in una gara utilissima per spiegarci quanto siamo caduti in basso.Quasi mai un indicazione per uscire da un ristagno utile solo all’editore? Si è tenuto troppo conto delle sole esigenze del corpo come se non esistessero tutte quelle espressioni che alimentano l’anima:  sono centinaia i suoi alimenti. La lettura il primo a pagarne il prezzo: la donna , la famiglia, la società, la scuola, la politica, la didattica. In bocca al lupo caro Mario Calabresi e buon lavoro ! 

 

 

 

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