L’omelia dal Santuario “Gesù bambino di Praga” di Arenzano che San Valentino !

Non avrei immaginato un regalo  così bello nel giorno degli innamorati, San Valentino: ascoltando e vivendo la messa  in connessione con TV 2000.Collegamento diretto con il Santuario GESU’ BAMBINO DI PRAGA  nei pressi di Genova/Arenzano, che  da buon ignorante neppur conoscevo. Genova non è solo Ponte Morandi, ma soprattutto un bel porto di Dio, per i tanti missionari italiani nel mondo. Una croce di legno sul petto e via andare a partire da Cristoforo Colombo dalle  Americhe alle Asie più lontane. Genova protetta dalla Madonna della Guardia e a Sestri  Levante il giardino di Padre Mauri con la coltivazione  di Vita e Speranza, movimento ecclesiastico in aiuto dell’Africa e a sostegno degli spiaggiati dalle tempeste della vita, provocate dalle guerre e dalla distruzione della famiglia. Scomparse e separazioni. Genova non solo accoglienza ,in prima linea il risorgimento per l’audacia del Balilla e la spedizione dei Mille  da Quarto fino a Don Gallo tra gli scaricatori di porto. Uno ” scarpazzone” quando militava tra i salesiani di Don Bosco. Da  assistente  nella scuola professionale di Sanpierdarena  giocava terzino e porto ancora il segno in un polpaccio a sx:una scuola che ha dato alla cantieristica navale genovese le forze migliori. Sanpierdarena salesiana era sede Ispettoriale con scuole medie e superiori. Ci fermavamo lì in attesa delle destinazioni  nei collegi e oratori tra Liguria e Toscana. Passaggio obbligatorio di tutti i missionari salesiani accompagnati di solito dai papà e dalle mamme che ho visto piangere  abbracciate a questi eroi di Cristo Signore. Quando il cuore si apre un’emorragia di amore difficile fermare. Torniamo al giovane sacerdote del Santuario di Arenzano:un omelia  straordinaria con una figura. L’ammalato di lebbra nel racconto del Levitico del periodo biblico nella prima lettura definita  parola di Dio. Nella seconda lettura San Paolo ricorda che con Gesù nel cuore non si può aver paura di nulla. E’ Cristo il nostro scudo: San Paolo  ne è consapevole invitando i cristiani ad imitarlo. Non era un presuntuoso: mistico e uomo di fede. Nel Vangelo, la parola di Gesù, con i lebbroso purificato e guarito. Nel confronto tra i due lebbrosi due punti di vista diversi: prima e dopo Cristo. Nel primo il lebbroso costretto a vivere fuori dell’accampamento, cacciato con un cartellino al collo costretto a gridare .Impuro ,Impuro. Condannato dal comune modo di pensare. Invece quando Gesù lo incontra , non si defila e gli si mette di fronte.-. Il lebbroso lo supplica e gli chiede:-Se lo vuoi puoi purificarmi-riconosce i propri limiti e l’energia di chi gli sta fronte. Gesù lo guarda negli occhi e replica – Si, lo voglio. sii purificato – La lebbra scomparse. Gesù lo riprende intimandogli di non dir nulla a nessuno. Da queste parole si capisce che anche i discepoli si erano momentaneamente allontanati. Il lebbroso osservandosi ha cominciato a urlare .Sono guarito, sono guarito. Tutti cercavano Gesù. Oggi quando un’ambulanza si ferma i comuni mortali si allontanano quando scorgono il personale sanitario vestiti da astronauti per evitare le varianti di questo virus sempre più veloce, sempre più tenace nella sua vogliaccia di sterminatore. Il  sacerdote di Arenzano  ha sottolineato più volte che senza il misticismo che ci consente con la fede e la speranza di avere la certezza di vivere Cristo  dentro di noi  possiamo  fare come San Paolo. Parlare con tutti, sani ed ammalati, santi e briganti senza paura di nulla. Quel sacerdote parlava anche con le mani, gioioso e sicuro e felice nel cuore come una persona che conosco  da 90 anni…mi ha fatto veramente piacere incontrarlo nel giorno di san Valentino. Una sorpresa come quella di mio figlio Daniele: mi auguro solo che i candidati di Rimini si mettano d’accordo…non mi piacerebbe che dopo il Fiorello La Guardia a Sindaco della città della mela americana…incontrare un Fiorellino  la Guardia riminese. Mistici e senza paura. Buona domenica a tutti valentiniani soprattutto. Ciao Dani rosa speciale della Giustizia Italiana.              Fiorello Paci

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