L’INTESTINO UNA FABBRICA … TROPPI OPERAI MALDESTRI SPESSO IN SCIOPERO

PREMETTO che sono un cronista attento, mai mi avventurerei in una strada che non conosco, non sono un esperto da poter dare consigli per le intolleranze alimentari, racconto quanto mi è capitato a me, quello che ho visto girando il mio piccolo mondo, la mia bella Italia visitata fino alla punta del tacco. Melissano paese natio del grande eremita nei pressi di Balze. Un passo da Velle. Sul Tirreno da Bordighera Grand Hotel, pietra miliare dove ho salutato lo Spettacolo per una lezione del miglior professore di quel regno Da Bordighera a Formia. Il centro nord lo conosco benino. Alla mia età,piuttosto bella, posso ricordare ciò che ricordo della serra,solo fiori. Il bello e il buono: è tutta opera di Dio. Dio non è il male:non fa il male.Del male potremmo parlarne un altra volta: è Giobbe il maestro biblico.Il titolo di questa considerazione mi da una mano a rimanere in argomento: l’intestino. E’ una fabbrica sicuramente, ma vorrei aggiungere, almeno per me, che l’intestino è un Albergo a tante stelle con uno studio fotografico a base di sensori e di recettori in collegamento continuo  con il cuore e la mente.Assai meno collegato con la ratio: lo vedo più attento agli istinti dell’uomo/corpo. L’aspetto più rischioso come albergo: non ha barriere architettoniche. La ratio, la ragione, una briglia che può essere saltata anche dal pesce più statico il patacca di turno. Il vizio entra quando vuole o come vuole: la briglia si rafforza solo con la virtù.In presenza della virtù o del vizio possono entrare ospiti o si mettono al lavoro gli operatori dello studio fotografico o gli addetti ai lavori. Strettamente personale: parlando con i figli,andando a ritroso sui ricordi ho quasi sempre la conferma di Grazia. Glu glu glu.Prende atto. Un ora e mezzo fa mettendo a lievitare il pane nella camera da letto, vuota da tre anni e mezzo, è intervenuta: “mettilo dalla mia parte, mi piace tanto”. Appena appoggiata la teglia: “grazie Fiorello, di a Gloria che l’ho curato io” Come negli hotel camere collegate con il centralino. Stessa esperienza se parlo di Fra Daniele: persone care. La moglie e un santo sulla via degli altari.Ho fatto cenno ai vigili: c’è stato un periodo della mia vita che mi è capitato,almeno 7 volte,di dover ritirarmi nel bagno per rovesciare il non desiderato dai vigili.Come premessa un mal di testa insopportabile. Un passaggio di messaggi dall’albergo alla mente:dai 25 ai 34 anni. Il fenomeno mi capitava regolarmente quando andavo a dormire dagli amici, o parenti poco frequentati: dai 6 ai nove anni. Cerco di entrare nei dettagli per essere di aiuto a chi dovesse leggermi. A 18 mesi ho avuto il mio intervento all’ernia inguinale: ricordo una cesta. Invece quando son tornato a togliere i punti dopo l’intervento da parte del prof. Alessandri all’Ospedale di San sepolcro mia madre è passata nella vicina farmacia. Appena entrato stavo scappando dalla cesta appena visto il camice bianco: il collegamento dei sensori. Doveva essere luglio ho ancora sul naso l’odore dei tigli del viale della stazione di san sepolcro. Attenzione:le verdure nei minestroni le lasciavo nel piatto o le gettavo fino a 11 anni quando sono andato in collegio dai salesiani di strada in Casentino. Ogni 20 giorni veniva a trovarmi mia madre: ci facevano pranzare insieme nel “parlatorio”. A vedermi mangiare le verdure del minestrone mia madre ha osservato:” come..? mangi anche le verdure?” l’appetito mi aveva fatto dimenticare le verdure. Le lumache non le mangerei neppure se fossero nascoste nei ravioli: se non sapessi nulla probabilmente potrei complimentarmi con la cuoca. Allora ? Le intolleranze risultano dagli esami del sangue.Il cordone ombelicale non è una badante: il travaso, una legge dei vasi comunicanti tra due corpi due menti due cuori. Non è semplice l’intestino: il nostro archivio. Le cose più belle non ce le siamo dette: le dirò a quattrocchi a chi le vuol sentire. La vecchiaia o la giovinezza nascono e crescono nell’intestino: un orologio svizzero. Ciao.Buon appetito da fiorello paci!

 

 

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