L’ape cibernetica una Cattedra del lido di CLASSE: di PAOLA TASSINARI

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Le api sono sempre state considerate un po’ magiche, leggere volano di fiore in fiore, e producono il cibo per gli dei, che piace tanto anche ai bambini e agli adulti.
Delle api dovrei dirvi tante e tante cose, sono simbolo di eloquenza, cioè di parlare a modo, a Ravenna si trovano stampate sulla veste del primo vescovo e protettore della città, Sant’Apollinare.
Lungo i campi e le piccole stradine di campagna, potete vedere le loro casette che si chiamano arnie.
Sono molto operose, sono esseri molto stimati dagli uomini, perché sono buone e industriose ma sanno difendersi col loro pungiglione.
Ricordatevi sempre, non siate troppo buoni perché altrimenti si approfitteranno di voi in ogni modo.
Come in tutte le cose della vita ci vuole equilibrio, né troppo, né poco.
Tutto questo preambolo per parlarvi dell’ape cibernetica, non che lo fosse ma era una piccola ape appassionata di tecnologia.
Durante le ore di riposo studiava nel suo laboratorio il modo di avere un pungiglione di riserva, perché l’ape può pungere una sola volta.
Dai e poi dai ci riuscì, se avesse perso il pungiglione ne avrebbe avuto uno meccanizzato in una borsa sotto la pancia, portata a tracolla perché non le impedisse il volo.
Un giorno mentre succhiava da un fiore, un dispettoso ragazzo la venne ad importunare e lei zac… lo punse.
Ma il ragazzo fu lesto e lei perse il pungiglione cozzando contro una specie di lastra di ferro che era la sua mano.
Questo ragazzaccio si era messo degli spessi guanti di suola blu, proprio per acchiappare insetti e metterli poi in un vasetto di vetro.
Il ragazzo, sicuro che non sarebbe più stato punto dall’ape, andò lesto con la mano inguantata ad afferrarla, ma l’ape cibernetica si era innestata, svelta svelta, il pungiglione di ricambio che era in acciaio e zac… questa volta il ragazzo cacciò un urlo e se la diede a gambe.
Non sempre i furbi riescono a farla franca, a volte incontrano qualcuno più furbo di loro, proprio da chi meno se lo aspettano.
Come diceva James Bond, vivi e lascia vivere.

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