“LA PAROLA” VA VISSUTA ALTRIMENTI E’ SOLO SPETTACOLO…SCENA

RICONOSCO DI ESSERE ENTRATO in un terreno pieno di mine e trabocchetti, ma  se non  avessi almeno la certezza di tentare ogni giorno di viverla la Parola sarei un presuntuoso da castigare ancor prima di buttar giù questa riflessione. Dobbiamo partire dal presupposto che Cristo Gesù è VIA VERITA’ VITA  tracce precise per affermare di trovarsi o di camminare nel suo giusto sentiero. Ogni battezzato fa  parte della sua Chiesa da potersi definire cristiano. Definirsi praticante non significa andare a Messa alla Domenica od ogni giorno ma almeno poter rispondere positivamente al suo richiamo dopo la sua discesa sull’ALTARE con il Sacrificio Eucaristico. “Fate questo in memoria di me”: un bell’impegno per che decide di riceverlo. In memoria ( vi prego di credermi che non sono un prete o un pastore con qualche delega vescovile o parrocchiale. Una scelta fatta da bambino giovane ragazzo adulto chierichetto salesiano sposo papà nonno vegliardo con il ritornello che ascolto da 34 anni…ad ogni fine anno”Fiore arrivato…il suo canto del cigno” In memoria significa che dobbiamo ricordarci degli insegnamenti che ci ha lasciato riassumibili in una sola parola:AMARE. MA amare chi ?….chi ci saluta? NO! chi ci dà una mano? SI’ con l’umiltà e per amore della gratitudine. Chi ci accarezza…chi si complimenta per i figli ..il lavoro…i successi? Proprio no..non è un merito nostro. Amare chi?

CHI CI INVIDIA…CHI CI DISPREZZA… CHI CI TRAFIGGE CON LA CALUNNIA..CHI CI ODIA..CHI CI CROCIFIGGE  CHI CI  HA CROCIFISSO UN FAMILIARE..un motivo che non mi ha permesso di recitare il Pater Noster per 18 mesi dalla sua scomparsa. L’ho recitato il 1° Dicembre 2014. Fino a quando non riusciamo ad entrare nel cuore di Cristo con il perdono non possiamo ritenerci seguaci di Cristo. Il perdono la massima valenza per definirsi cristiani praticanti. Io ci provo..tento di esserlo e come strumento per diffonderlo ho scelto l’allegria di San Giovanni Bosco e l’ironia di San Filippo Neri. Non è facile c’è sempre il rischio di finire alla berlina come Don Kisciotte o di ascoltare il solito commento..E’ il suo canto del cigno. Mi piacerebbe poterlo ascoltare fino al ritorno sulla terra di Colui ch E’..dopo di che sarà Lui a farmi capire cosa dovrò fare nel nuovo regno di Pace …buona lettura!

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