La carpa del fiume Ronco

carpa

Forse non tutti sanno che la carpa è un pesce molto amato in Giappone, un pesce considerato tenace e forte come un eroe. La carpa Mirko viveva tranquilla nel fiume Ronco, un lento corso d’acqua senza onde e mulinelli, acque tranquille e placide.
Qui si trovava molto bene, andava su e giù, filava d’accordo con mamma e papà, osservava le regole delle carpe, difendeva i deboli ed era aggressiva coi forti.
Era una carpa individualista e narcisista, ma rispettava non solo le carpe ma pure tutti gli altri pesci.
Aveva un po’ di carpe che gli facevano il filo, questo andava molto bene per la sua vanità, e poi si divertiva un sacco a mangiare il granoturco che il solito pescatore spandeva nell’acqua per acchiapparlo.
Funzionava così, Mirko si faceva vedere dal pescatore, che ormai lo riconosceva, poi si guardava bene dall’imboccare l’amo nascosto dall’esca.
Era così ilare vedere la faccia del pescatore, sempre speranzosa, di prendere all’amo Mirko, ma questi era troppo furbo per lui.
Gli umani sono sempre un po’ troppo presuntuosi.
La vita scorreva lineare e tranquilla, se non fosse che arrivarono dall’estero, importati dall’uomo, i siluri, pesci grossi, pesci viaggiatori.
Da uno di questi, Mirko imparò che la vita non era solo il fiume Ronco, nel mondo c’erano tante cose, tante avventure.
Imparò che in Giappone era esistita la mitica carpa Koi che per il suo coraggio era stata eletta eroe nazionale.
Da allora la carpa Mirko non fu più lo stesso pesce.
Il fiume Ronco gli parve ben poca cosa.
Non voleva lasciare il suo fiume, ma ora che sapeva doveva farlo, doveva scoprire cosa c’era nel mondo.
La carpa Mirko fece la sua valigia, con le lacrime agli occhi salutò le carpe, salutò la mamma e il papà, uno sguardo di rimpianto anche al suo pescatore che lo stava aspettando là sulla riva del Ronco.
Col cuore pesante e pensante se ne andò e nessuno seppe più niente della sua vita.
La mamma e il papà ancora lo aspettano.
La mamma scuote la testa pensando a ciò che gli diceva il nonno che era stato una carpa molto saggia:
“Per essere felice è meglio non sapere, se la felicità dipendesse dalla conoscenza come mai l’uomo è così infelice e come mai ad esempio un cavallo che non sa lo è?”.
Ma una mamma è sempre una mamma e le carpe non fanno differenza perciò la mamma della carpa Mirko sentiva dentro di sé che Mirko sarebbe tornato, dopo tanto girovagare al lento e placido fiume Ronco, qui avrebbe passato i suoi ultimi giorni, raccontando alle carpe le sue vicissitudini.
Lo avrebbero ascoltato a bocca aperta.
Perché magari avendo più conoscenza si è più infelici, ma si vive più di una vita, si vive più intensamente.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>