IL VELIERO SUL WEB…II CALCIO bel gioco di ieri…industria di oggi…esseri o cose i calciatori ?

Una bella domanda da Gibran  Il Profeta, amico dei monti e delle montanare. La risposta immediata su WAHTS  APP. arrivata dalle onde, dal mare  in tempesta per il vento che arriva dai monti. Il mare d’inverno spazzino di sogni impigliati tra gli scogli , di tracce e scambi di msg amorosi cancellate dalla sabbia e  finite sul fondo marino e accarezzate e cullate dai pesci. I  monti e il mare uniti dal fiume di notte si parlano e  dal silenzio nasce il foglio: IL VELIERO libera voce del cielo, su WEB. Dopo sconfitta di ieri,indispensabile un chiarimento, tra tanto clamore, una riflessione da parte di tutti,dagli addetti ai lavori,ai tifosi. Sono loro i veri protagonisti di un avvenimento così complesso che non può essere trattato , esaminato o risolto con una paginetta in modo semplicistico. Il calcio non sono parole crociate. Il calcio era gioco che a differenza di oggi è promozione, industria,vetrina, concorrenza , mercato , sviluppo,promozione e vendita, commercio e trasporto,comunicazione e commento,finanza ,economia e alla fine un rettangolo giungla anfiteatro e gladiatori illuminati da migliaia di telecamere su 22 giganti mascherati da uomini. Le gambe diventano ali, il cuore un motore, la mente sulla società e sullo spauracchio che urla,l’allenatore e orecchio sui tifosi e occhi sugli spalti  alla ricerca di un sorriso: quelli i calciatori, sentirsi amati. Il vero bisogno dell’uomo e i   calciatori non  possono piangere  ma solo produrre, i media radio e televisioni accellerano  invece sull’aspetto giganti , l’aspetto fisico, il risultato il bisogno dell’industria, che paga e sponsorizza la comunicazione. E a pagare sono i calciatori descritti come macchine e motori che possono piangere ma solo produrre. Ma loro prendono soldi, milioni miliardi:una bestemmia. Sono merce, sono prodotti sul banco degli imputati: non sono uomini e neppure angeli. Sono persone e io holetto nei loro occhi la disperazio ne che non ha prezzo ma la dignità che ilconsumismo non ha sepolto. Grazie ragazzi questo guscio di noce è con voi: a cavallo degli anni 60 ho intervistato calciatori e sportivi.Nel cuore ho ancora l’intervista con Umberto Agnelli.Avevo appena cominciato a scrivere e tra tanti giornalisti attraverso il custode di Via Roma nella sede della JUVE ha fatto entrare me. Era stato eletto da pochi giorni Presidente della FGCI: era molto interessato al calcio come aspetto educativo per la scuola. Io scrivevo per la rivista Giovani,della SEI. Incontrandomi ha chiarito: ho due riunioni le posso dare solo 20 minuti.Erano le 16. Alle 20,15 mi ha detto: dobbiamo uscire prima che ci chiudano dentro.Un grandissimo uomo e ottimo Presidente: i calciatori li voleva uomi responsabili e disciplinati. Mi ha dimostrato il suo rapporto con loro: non erano macchine. Uomini. Un bel modello Umberto Agnelli. Ciao presidente: grazie ! Il cielo è vicino.           Fiorello Paci

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