Il riconoscimento Leo Amici 2019,tra quelli ricevuti un bisogno del cuore per continuare a…

 ….a battersi per il trionfo finale dell’ amore,con l’annuncio di un messaggero che  a piedi scalzi dalla cima  di un monte proclama la pace nel mondo. Sono  parole scritte dal profeta Isaia,che la  fede e una serie di eventi sottolineati nel Vangelo   mi consentono di credere e di immaginare  che possa accadere il più presto possibile.E ‘ di qualche giorno fa un richiamo a me stesso di non perdere mai d’occhio la concretezza quando affronto un tema difficile o imbarazzante.Come l’addio alle armi di popoli o stati che  ci vivono fin dall’infanzia. Medio oriente,Africa,Sud America con paesi che hanno trasformato le armi in strumenti di lavoro: la pace per costoro e quivale a disoccupazione. Come lo è  quando le  emergenze diventano una professione.Se uno non riesce ad uscire da questo modo di pensare senza lasciare uno spazio di probabilità all’ottimismo è difficilissimo immaginare la pace. E’ il richiamo di Gesù nel vangelo di oggi quando conversando con gli apostoli li richiama all’importanza della fede.Stupisce e sorprende quando riconosce  che ne basterebbe un granellino quanto un chicco di senape per spiantare un gelso da farlo radicare in mare…in acqua anzi che sulla terra.La fede va  oltre l’assurdo.Don Lanfranco inoltre, spiegandolo ha anche aggiunto che non basta avere solo la fede se il richiedente vive difformemente  rispetto ai suoi insegnamenti perché si troverebbe fuori della volontà di Dio.Da ciò potremmo desumere che la volontà di Dio si può conescere trasformando la nostra vita senza fare errori in modo sistematico.Continuando a vivere sbagliando sapendo di sbagliare consapevolmente uscendo dalla volontà di Dio sapendo di non essere più ascoltati perdendo in diritto di lamentarsi  per non esssere amati. Un assunto che  non  avrei conosciuto  se non fossi andato alla celebrazione eucaristica  nell’isola della speranza e della sofferenza affrontate in modo sereno e con il sorriso d i tutti gli appartenentiallacomunità di Monte Tauro. Don Lanfranco ha vissuto per un anno e mezzo a Gerusalemme  accanto all’On Dossetti del gruppo professorini della Bocconi del periodo bellico. Artefici della Costituente. L’incosistenza o il vuoto riscontrati nella Democrazia cristiana, rispetto al messaggio sociale di Cristo lo hanno allontanato dalla politica aprendogli le porte alla vocazione sacerdotale prossima a San Francesco di Assisi. Don Lanfranco ha scelto l’amore di Cristo per il dolore.Invece i ragazzi del lago, li vedo in quel gruppo di persone che cacciavano demoni  occupandosi del disagio senza spazio. Riusciti ad in fastidire i discepoli di Gesù da informare il Maestro che li ha bloccati con parole chiare: se non sono contro di noi ,sono con noi.L’amore di Cristo è più che evidente nei musical di Carlo Tedeschi, cuore e motore dei ragazzi del Lago, un artista senza limiti…regista e sceneggiatore, pittore e scrittore,legge negli occhi i pensieri di chi gli parla, imprenditore intelligente che sa cogliere i momenti del bisogno e tirar fuori alla maniera di Socrate il meglio di ogni persona che nasconde, un amico incontrato sul percorso tracciato da Dio…quel lago la sera di sabato uguale a quello di Tiberiade con un tramonto mozzafiato…quel galeone illuminato di color celestiale…villa Leri dai diversi colori..la chiesetta nel silenzio…rotto dallo starnazzar delle oche..un gioire per le persone avviate al Giamaica.. .le piante dal blu spruzzate di rosa dal sole..un paradiso terrestre del III millennio non può che suscitare amore di Dio…e scatenare gelosie nell’egoismo dell’uomo…molto bella la canzone di chiusura di uno spettacolo del cuore,fuori programma…con le mie mani…con i miei piedi ..con le mie ali vengo  da te…vento dell’amore…Grazie Carlo…signora Mahiri…Francesco… che il vento dell’amore porti nei teatri del mondo il vostro messaggio di Cristo Signore.          Fiorello Paci

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