I MIEI TRE GIORNI A SESTRI LEVANTE con LA VOCE della Madonnina di Padre Mauri

Non avrei neppure immaginato di  dover rimettermi in ascolto di una una voce, dopo l’addio alla Voce di Rimini il quotidiano romagnolo che mi ha  seguito, passo su passo per anni nel sentiero segnato dalla Vita. Una penna alla ricerca di Dio dal mare agli Appennini,e un occhio sulle risorse abbandonate. Mi ritenevo fortunato di  poter scrivere per quel  quotidiano,da ricordarmi  un altra Voce: il giornale del mitico Prezzolini. Giornalista attento, non schiavo di nessun potere, si faceva amare per aver trascorso  la sua vita da emigrante ad  inseguire giustizia e verità…fino alla morte, in piedi. Tra noi la differenza nel portare avanti la battaglia sulla veste del giornale: Prezzolini con la sua Voce un  foglio stampato, io sul Web in compagnia del vento e delle nuvole. Per il mio fare,nulla di studiato: tra lavoro missione e avvenimenti, che non sono pochi, ho sempre percorso sentieri sconosciuti con il cuore in gola puntando sulle vette accanto al sole. Dovrei vivere mille anni per ringraziare l’Autore per i  molti doni ricevuti.Rileggendo però quelle pagine, non riesco a trovarci una virgola che fosse mia, solo Socrate unum scio nihil scire ( so una cosa sola, di non sapere nulla ) :non ho steso mai programmi con  un mezzo schema di fattibilità. Ho solo fatto.Non ho mai avvertito il peso della solitudine lungo il cammino .Un esodo, il mio sempre con la colonna di fuoco presente nella lotta o nel deserto al buio.Ed ora,a fondo scala, più che convinto sono certo di essere un  cittadino del regno della casualità, se la vita è un sillogismo:è anche vero che la casualità è il pianeta dell’uomo più vicino a Dio. E’ Lui , il papà buono che fa: io mi lascio andare con la sicurezza di un bambino tra le braccia della mamma , sereno di trovarmi tra le redini del Padre. E’ la volontà di Dio che mi ha condotto a Sestri Levante. Sestri  riagganciatosi improvvisamente alla mia storia, a quel primo storico tuffo del mar ligure, di fine Agosto 1946: la mia prima volta al mare.Albeggiava quando  potei ascoltare il borbottio dell’onda sulla scogliera, affacciato al finestrino di quel treno di pace scampato dalla guerra. Passava lentamente,scricchiolando su ponti di legno feriti dalle bombe: co ho visto Sestri Levante. Eravamo 11  ragazzi di Don Bosco di Strada in Casentino partiti da Firenze  per Varazze attesi in quella villa del noviziato salesiano.Nel 1950 ancora a Varazze come assistente salesiano. Ancora nel mar ligure a san Remo nel 1970 per il Festival della canzone.  Pochi giorni fa Marzo 2017  mi ha rivisto Sestri levante, come giornalista per un  articolo sull’Opera P.Mauri. Una villa ottocentesca donata al santo uomo, “scugnizzo di Dio per le strade: la porta stretta che ricorda quella di Gesù: pura casualità. Chi mi ha spinto a Sestri ?Semplice. Abitando a Rimini e vivendo da solo cerco di condurre una vita sana.Ogni giorno cammino molto dopo la messa del mattino che seguo nella mia San giuliano di Rimini.Una mattina di Maggio dello scorso anno  sul Parco marecchia,ho incrociato una signora che mi ha fermato dicendo :” …se Lei è la persona che ha letto qualche giorno fa in chiesa la conversione di san Paolo  e si è commosso… ha fatto commuovere  anche me…ci ha fatto incontrare il Signore…”…punto esclamativo. “…io mi chiamo Maria Grazia… anche Titti…” Punto interrogativo.  Mi è crollato il mondo addosso.Mia moglie si chiamava Maria Grazia e la lettura di San Paolo l’avevo annunciata io. Leggo spesso con il cuore la parola di Dio.Con Maria Grazia Nicastro ci siamo rivisti,e ho partecipato con il suo gruppo e quello di san Vito a due eventi di preghiera: Modena , Vicenza. Da quel momento ho cominciato a capire cosa significhi creare Speranza,cosa vuol dire amare la Vita anche nel dolore ricordando ogni mese la metà del Cielo.Personalmente prego molto, ma non ero mai riuscito a pregare intensamente per mia moglie:l’ho imparato dalla responsabile del movimento Speranza e Vita di Rimini centro. E’ lei che mi ha consigliato Sestri Levante: un convegno importantissimo di cui ho potuto seguirne i momenti centrali interessato come giornalista e vedovo.Una tre giorni di amore di un  Cristo vivo e  salvatore per la gente che soffre. Ho visto quella Chiesa di Gesù che cerco di testimoniare giorno per giorno: Cristo per le strade, nelle piazze, per i viottoli. L’aspetto che mi ha veramente scosso,da pensare ad un cambiamento della società,è questo: c’è qualche cosa di nuovo, sotto il sole.L’uscita della Chiesa di Gesù dai templi: è lei,la missionaria di oggi.L’ho capito con la presenza di un successore degli Apostoli tra i partecipanti al Convegno attraverso la figura dell’Assistente Generale dell’Opera Padre Mauri, Mons Pietro Santoro.Nei suoi interventi,come nella relazione  dell’Arcivescovo diocesano,evidente la pressione di Papa Francesco, che sta spalancando le porte della Chiesa: gioia e speranza e amore del cuore di Cristo.Ho avuto anche un regalo lasciando Sestri  Levante: cercavo da anni una soluzione per i frutti di bosco da coltivare sulle mie terre dell’Appennino. Ribes, lamponi, more e mirtilli con un piccolo laboratorio di trasformazione. Esiste e mi stanno aspettando: un ordine religioso. alla fine dei convegni baci e abbracci:non conoscevo nessuno.Ho visto una suora che conversava  con un amica  al binario 3: augurandole buona domenica il Signore mi ha indicato la strada per addolcire l’Appennino.Nei convegni di Sestri levante oltre alle mele e alle arance potranno servire frutti di bosco mirtilli e lamponi. Un grazie vivissimo alla dinamica Presidente dell’Opera Rita de Micheli, una calorosa  stretta di mano alla signora Anna Aceto rieletta Presidente di “Speranza e Vita ” e un abbraccio all’Assistente generale Mons.Pietro Santoro,a Don Antonio Lauri, parroco di San Gabriele dell’Addolorata  in Roma e all’Assistente  di Speranza e Vita, missionario proveniente dal Ruanda. Autorizzo il periodico LA VOCE della Madonnina a riprendere l’articolo. Festa dei fuochi di San Giuseppe.      Fiorello Paci    

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