GUARIGIONE DA UN ERNIA DEL DISCO…chiesta a CRISTO da FRA Daniele di Padre PIO

DOVREI SOLO VERGOGNARMI di farlo così in ritardo e doverlo testimoniare per due chiari segni caratteristici della mia amicizia con il protagonista di questi episodi capitatimi stamattina 21 Marzo ricorrenza di santa Benedetta: il corpicino di mia nipotina che riposa accanto a nonna Grazia, stessa  tomba. La piccinina smaniosa di vedere la luce prima del tempo con  la mamma in Ospedale da tre mesi per cercare di salvarla: si fanno compagnia. Appena alzato ho avvertito il bisogno di guardare il Cielo con esercizi di elevazione, di trazione muscolare del dorso e del viso, per non lasciarsi andare o farsi prendere troppo dalle cose a terra o dai piaceri. I piaceri sono consentiti, se creano benessere aiutando a crescere e diventano abusi,se sollevano disagio, stanchezza: quelli della gola i più pericolosi. Anche quelli ritenuti belli, come la lettura di classici o di testi religiosi possono creare problemi fuori dei limiti. Siamo esseri in cammino con due zaini e dobbiamo fare in modo che non ci sia uno scompenso tra i due fardelli da trasformarli in pericoli anzi che contributi di sussistenza per il nostro cammino.Torniamo da Fra Daniele, frate cappuccino scomparso 21 anni fa. L’avevo conosciuto in occasione del mio primo  viaggio a San Giovanni Rotondo per chiedere a Padre Pio  un consiglio per il mio matrimonio, passo che andava vanificandosi con il passare dei giorni.Sono rimasto una quindicina di giorni: periodo che mi ha permesso di conoscere e di stringere un amicizia fraternamente solida con un frate vicinissimo a Padre Pio Fra Daniele Natale.Sembravamo due fratelli: l’ha avvertito anche il futuro santo. Ma non avrei immaginato,pensato sinceramente sì, di trovarmi di fronte a due santi per un episodio accadutomi durante l’ultimo giorno di permanenza di fronte a due amici. Uno era venuto da Roma con me, l’altro che avevo conosciuto a Roma quando cercavamo lavoro,e me lo sono rivisto a San Giovanni Rotondo Direttore dell’Albergo indicatomi da Fra Daniele mi pare. Arrivando a San Giovanni alle sei del mattino entrammo subito in chiesa con le valige mentre Padre Pio stava celebrando la Messa.Un emozione da rimanerci: atterraggio in pianeta lontano dalla terra. Ripartito dopo 15 giorni ricordo il saluto di Fra Daniele: fine ottobre 1958.Nevischio. “…guagliò comportati bene…sennò ti mozzico”…avevo ottenuto tutto ciò che avevo chiesto… una prova alla Tommaso di essere stato da un uomo di Dio. Mi sono sposato e la mia vita si è trasferita da Roma a Torino, Milano e treVenezie, Ferrara Bologna su due binari Utet e giornalismo. Mi sono ricordato di P.Pio quando la Utet mi ha fatto aprire la sede di Rimini…quattro anni dopo.Mi ha stupito vedere immagini di P.Pio dappertutto. Ho fatto cliente una professoressa  con la casa piena di bambini dai tre agli otto anni con un marito geometra con immagini e una statua di Padre Pio sparsi lungo le pareti, nel salone e in ogni angolo della casa. Siam diventati amici quando ha scoperto che conoscevo P Pio e Fra Daniele…”..anche quello è un Santo..ma non lo sa cosa ha fatto”..Ero stato amico 5 anni prima di Fra Daniele ma non sapevo chi era. Un anno e mezzo dopo, nell’Aprile 65 ho visto, abbiam visto chi è…con le sue preghiere alla Madonna e quelle di Padre Pio con preavviso ha fatto uscire mio figlio già con un piede sulla tomba.Da quel momento fra Daniele mio fratello. Non posso scendere sui dettagli: in casa mia considerati i pernottamenti un mese buono. Due anni fa a Novembre 14 è arrivata la sig.ra Ernia del disco…gattonavo per casa.10 gg di purgatorio.Ho fatto una radiografia alla vicina Villa Maria andando in carrozzella: avrei voluto fare anche una risonanza a pagamento ma c’erano  tre giorni d’attesa alla Sol et Salus il giorno successivo. Sono riuscito ad avere la visita da una specialista di settore…di una impagabile gentilezza….”si dimentichi di guarire…”..DOPO AVER VISTO..referto e dischetto della risonanza…la vedrò ancora …Sono stato meglio..facevo fatica a salire il gradino di casa…supermercato e parco Marecchia addio. A metà novembre: per il 14 dicembre ero stato convocato dalla Commissione Archidiocesana-  Sipontina-Vestana di San Giovanni Rotondo. Mi sono rivolto al Signore e a Fra DALIELE…se mi volete come ..vedete un pò voi. Alla data ho raggiunto san Giovanni Rotondo con un amico della Papa Giovanni un Capo Stazione in pensione…conoscitore delle disposizioni dei vagoni come io conosco quelle delle astronavi…infatti per raggiungere quello prenotato in prima classe ho dovuto camminare con la valigia traballando in un corridoio comodissimo dall’ultimo al primo vagone..salito a Rimini a Senigallia abbiamo raggiunto i nostri posti…la galleria del vento per la prova postura…una caratteristica di Fra Daniele…capace di farmi scomparire gli oggetti..le anime sono straordinarie …non mi mai abbandonato….scarponi…macchina fotografica..indumenti..finestre che si aprono,,serrande che si alzano..occhiali che ritornano…stamattina la sorpresa di Nespola ….ieri la chiave della macchina..un 20 giorni fa da Don Probo.. geom. delle ferrovie e papà dei bambini di apertura  di questo articolo e papà di quattro sacerdoti…i bambini del 63…spero di fare la risonanza magnetica da inviare a san Giovanni Rotondo..Fra Daniele mi sta aspettando…

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