GO-GOSPEL

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di Paola Tassinari                                                              Si taccia spesso la Chiesa di oscurantismo e di censura ma a me non sembra, proprio per niente. Spesso vado alla messa gospel, che si tiene di domenica mattina nella chiesa del mio quartiere, intitolata a San Pier Damiano, una chiesa bellissima, di cui stupisce che la costruzione sia solo di qualche decennio fa, perché la “sostanza” spirituale ricorda quella delle antiche chiese medievali. Fu edificata su progetto di Giovanni Gandolfi, che fu docente di composizione architettonica a Roma, inaugurata nel 1958; tutta in pietra a vista, dalla forma ottagonale, con una splendida cupola dal bel movimento geometrico, culminante con una stella dorata a sei punte, su fondo bianco, il tutto chiaramente ispirato alla bella San Vitale. Nel cortile il Santo Patrono, e all’interno un’artistica Via Crucis in larghe lastre di ceramica, sono opera dello scultore faentino Angelo Biancini, una delle figure più rappresentative della scultura e dell’arte ceramica italiana del Novecento. Nell’interno a sinistra di chi entra, c’è una cappellina con la statua miracolosa della Madonna di Fatima, negli anni ’70 questa icona avrebbe versato lacrime e sangue, davanti a molte persone. La statua della Madonna è armoniosa nel bel volto gli occhi paiono quasi reali e vivi, presenta tutt’oggi le macchie di sangue e ha una mano con una stigmata, perché il restauro non è riuscito a eliminarne le tracce. In questi giorni la cappellina è stata infiocchettata con tulle bianco e azzurro per la Festa dell’8 dicembre dell’ Immacolata Concezione, che significa che Maria è l’Unica esente dal peccato originale. Alla messa gospel in San Pier Damiano partecipa solo la gente di colore, che vi assiste vestita a festa, come un tempo non molto lontano, quello del mondo rurale, dove il contadino metteva la camicia bianca, solo alla domenica per la messa e poche altre occasioni. I fedeli vestiti alla grande, con colori sgargianti, le donne con piramidi o torri traballanti in testa, costruite con enormi fazzoletti o con lunghe treccine, tacchi vertiginosi, uomini in frac, bimbi elegantissimi pure loro, un’eleganza un po’ pacchiana forse, ma una vera gioia per il cuore, perché si sono fatti belli e belle per il Signore. Il coro gospel è intonatissimo con molte armonizzazioni, poi ci sono i tamburi, i tamburelli, i timpani e la batteria, che danno il ritmo, mentre si canta, si balla lodando e ringraziando Dio. Al momento dello scambio del segno della pace, è tutto un abbraccio, un toccarsi le mani e il cuore e senti energia vitale e sincera, l’energia positiva dell’amore verso Dio. Adesso credete che la Chiesa che autorizza tali messe, non abbia avuto molto coraggio dando l’assenso a un tale stile di rito? Credete che non abbia fedeli che la contestino, che non vogliono che la tradizione sia toccata e che volentieri vorrebbero tornare al rito latino? Credete che non abbia rimbrotti sulla sacralità della Liturgia non rispettata? Io amo la messa in tutte le versioni, tradizionale, cantata, gospel. Certi sacerdoti, riprendono i fedeli, intimando a loro di stare decorosamente a modo, senza troppi gesti, a questi religiosi il gospel non va, ma la Chiesa permette questa gioiosa messa, perché la Chiesa non censura, conserva quello che è buono, scarta solamente l’insalvabile.

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