GESU’ con un senso dell’amicizia e delle malattie,dell’amore del prossimo e del padre

visto da Uomo. Quando l’apostolo Giovanni appare come il prediletto da amare come un fratello da Gesù è  visto da uomo/ Dio.Il motivo di questo legame affettivo nei confronti di Giovanni traspare dal modo di vedere e di pensare dell’evangelista quando riferisce e racconta il rapporto intimo tra Gesù e il Dio padre sul piano puramente paritario della Trinità. E’ ricorrente sul vangelo di Giovanni supporre che il travaso di insegnamenti  tra Dio Padre con il Figlio possa far pensare al potere di pater familias o ad una patria potestà con il  ruolo di Gesù di vicario, di portavoce.Simile ad una diversità esistente tra un generale e il Colonnello o tra il padrone e il proprio servitore. E’ il grande amore di Gesù, il Cristo che si pone con un ruolo di servizio nei confronti del Padre per trasmettercene il valore e la capacità dell’ ubbidienza al padre. Altrettanto evidente il desiderio di Gesù di far conoscere l’importanza dell’ umiltà.Il Salvatore diventerebbe un trasmettitore o radiocronista di Dio Padre.IL concetto di parità DELLE TRE PERSONE come trinità con ruoli diversi in un unico Dio in contrasto con lo spirito missionario della sua discesa dal cielo.Difficile da assimilare il linguaggio dell’evangelista GIOVANNI se non c’è una mistica predisposizione per il trascendente,rapporto che si acquisisce con il sacrificio la preghiera e la rinuncia.Elementi tutti che allontano l’uomo dalle cose terrene, sottraendolo alla normalità del campo visivo. Incombe il rischio di non essere mai capiti,da confondere il desiderio di luce di conforto e di testimonianza in stupore il far conoscere l’amore esistente tra Cielo e terra, tra l’invisibile reso toccabile travalicando i limiti,norma della vita terrena. Provoca giudizi e pregiudizi , una grandinata sulla naturale serenità dei santi come presenza diabolica o follia. San padre Pio San Filippo Neri San giovanni Bosco e il Beato Cottolengo hanno pagato prezzi umilianti da uomini della Chiesa. Gesù sorride.Per Lui il costosaldato con la Croce.Osserviamolo come uomo Gesù, potremmo amarlo per esempio per il  suo senso profondo dell’amicizia. Lazzaro un benestante, un amicizia dovuta all’attenzione riservata confronti degli Apostoli in caso di bisogno, all’entusiasmo delle sue sorelle quando potevano essere utili al Cristo durante la sua missione terrena. Gesù si commuove e piange quando apprende la notizia della scomparsa dell’amico, episodio che conferma  le numerose conoscenze del salvatore, ma di amici il Vangelo fa riferimento  solo a Lazzaro. Zaccheo probabilmente una mezza amicizia.Gesù raggiunge la casa dell’amico e lo risuscita due giorni dopo la sua scomparsa. Tante le prove della sua afflizione per il dolore,evidente con il racconto della bimba risuscitata come la guarigione del bimbo del centurione e i tantissimi malati guariti.Pretendeva sempre una prova di fede da parte dei pazienti.Una sensibilità unica da capire subito il bisogno con la capacità di provvedere senza tante chiacchiere: una grande disponibilità e praticità capace di sfamare con poco moltissime persone. Il pane e i pesci. Per il Padre aveva una venerazione da cercarlo nel silenzio dei monti , invocandolo in preghiera e solitudine se doveva conferire incarichi importanti, prendere delle decisioni.Indicativa la chiamata e la scelta di Pietro alla guida della Chiesa nascente. Si intratteneva con gli Apostoli e con un paio di domande precise per arrivare alla risposta giusta conosciuta precedentemente durante la preghiera con il Padre. Molto attento il Cristo ai desideri della mamma: autonomo, fin da piccolo. Le nozze di Cana evidenziano l’immensa capacità mediatrice di Maria.Il dramma della crocifissione rivela ancora l’importanza di Giovanni per Gesù quando affida la propria mamma, mentre sta spirando all’Apostolo gradito al Padre..”..ecco tua Madre..ecco tuo figlio rivolto a  Giovanni con la luce di Dio Padre..Giovanni fratello quando appoggia la testa sul petto di Cristo affranto per la prova che lo aspettava sulla Croce..rispondendo alla domanda di chi lo avrebbe tradito…”quello che intinge sul piatto…”  Giuda durante l’ultima cena…ho rivisto l’articolo..una modifica mi ha portato al giorno della salvezza di tutte le creature…Gesù non è morto vive dentro un pezzetto di pane…auguri…ci risentiremo la mattina di Pasqua. fiorello paci 

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