FAUVEL ESISTE ANCHE OGGI

Eppure dovrà cambiare

di Paola Tassinari                                              Come da tradizione, nel periodo natalizio vado a Rimini, a trovare Fiorello Paci, il Direttore del Veliero e ieri col treno sono andata a pranzo da lui, che tra l’altro è un ottimo cuoco. Ho approfittato del viaggio per terminare il Roman de Fauvel un bel libro scritto da un anonimo francese, nel periodo in cui Dante scriveva la sua Commedia. Il Fauvel sarebbe un cavallo selvaggio che invece di stare nella stalla, vive nei palazzi del potere, strigliato e servito da tutti… dai nobili, dai papi, dai potenti, dalla borghesia e pure dai poveretti, a quest’ultimi tocca intrecciarne la coda e pulirgli il sedere. Fauvel crede di avere accanto la signora fortuna invece è sposato a vanagloria. Fauvel è lo specchio dei tempi e talmente terribile che dal cielo devono scendere tutte le virtù per riuscire a debellarlo, si sta parlando del Trecento ma sembra la fotocopia dei giorni nostri. Accolta da Nespola, il simpatico cane goleador di Fiorello e da Titti un’affascinante e cara persona, che è diventata appena nonna di tre splendide gemelle (mi ha regalato, con tanta gioia da parte mia, una loro foto natalizia). Fiorello voleva pure farci l’aperitivo, lo Sprizt, che abbiamo declinato per non diventare subito brille. E’ seguito un antipasto di salumi, con bruschette, il pane lo aveva fatto Fiorello, condite con aglio e olio e poi spaghetti al pesce, zuppa di pescato fresco, radicchi e per finire gelato al cioccolato, sempre preparato da Paci, condito di grappa. Non è mancato un ottimo vino rosso proveniente da San Patrignano.  I piatti li ha lavati Paci e noi signore ci siamo sedute sul divano a vedere un bel film di innamoramenti, crisi e abbandoni di Muccino. C’è stato il tempo di parlare anche di lavoro, il Direttore vorrebbe che mi dedicassi alle interviste e mi ha istruito a modino. Che dire è stata una bella giornata, sono tornata a Ravenna tutta contenta con un sacchetto rosso pieno di pane, il pane fatto da Fiorello… È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. È il tempo che ho perduto per la mia rosa… disse il piccolo principe, per ricordarselo. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. (Antoine de Saint-Exupéry)

http://teodericaforum.blogspot.it/…..grazie Paola tanto troppo gentile…buon anno ancora !     fiorello

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