Editoriale Oriana Fallaci. RITRATTO di Paola Tassinari

Il pirotecnico direttore di questo web/giornale mi ha chiesto un editoriale sulle donne di carattere. Oh my God! Che dire, che fare comincerò da Oriana Fallaci che forse non tutti sanno ha origini romagnole, precisamente di Longiano. La nonna di parte paterna era una devota della Madonna che si trova a Longiano, nell’antica chiesetta di Santa Maria delle Lacrime, oggi Museo della Ghisa, vi era un tempo un’icona, da sempre oggetto di venerazione da parte della popolazione per un presunto miracolo.“Nell’anno 1506 verso sera sudò un’ immagine della Beata Vergine oggi detta comunemente  ‘Delle Lacrime’. L’icona si trovava in casa di Sebastiano Barberi. Per tale prodigioso sudore si commosse tutto il popolo di Longiano, e per tanta devozione il Barberi donò alla comunità la propria casa con detta miracolosa immagine, perché si costruisse una Chiesa” ( Archivio Parrocchiale ). Questa icona è balzata fuori dall’anonimato tramite le parole di Oriana Fallacci, ne parla nel suo libro postumo: “Un cappello pieno di ciliegie”, in cui parla di una sua antenata che essendo orfana  era stata accolta come badante da una famiglia di Longiano. La sua ava era figlia illegittima, fu depositata di nascosto alla Ruota (il luogo in cui i bambini non desiderati venivano abbandonati). Ella era devotissima alla Madonna delle Lacrime, una Madonna paffuta e malinconica.  Oriana non ha certo il fisico dell’azdora ma il carattere sì, forse non lo sapeva neanche lei ma aveva il piglio delle donne romagnole e tanto che ci siamo vi dico pure che Dante era più romagnolo che toscano, è risaputo che ai toscani piace scherzare ma all’Oriana e al Dante non piaceva per niente la celia anzi erano amaramente delle Cassandre. Io ho terminato mi vado a mangiare un po’ di ciliegie che guarda caso si festeggiano a Longiano…si sa una tira l’altra e poi viene il mal di pancia, spero di non farvelo venire a voi che mi leggete.

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