E’ tempo di auguri,il mio mondo è gitano con un diario di 88 pagine …

Il profeta Isaia  avrebbe cominciato sicuramente con i parenti e non vorrei   deluderlo.Un profeta a me tanto caro. Non sarà facile ricordarli tutti. E’ più  che doveroso infatti che inizi la ballata augurale da  quel terrazzo rivolto verso la piana di Anghiari, ricordata come la Battaglia. Il grande Leonardo.Dei parenti da  parte di mamma son rimasti solo i nipoti, i ragazzi della geppa  che ricordo con tanto affetto. Da parte  di  papà resiste cugin Fernando  dominando da re della sua vigna.Il Billuccio il suo regno.L’altra cugina anghiarese è  un pezzo  storico di Roma TV: Luisanna Tuti. La cuginetta. A  lei s’addice proprio uno slogan lanciato in tv  da delinearne l’importanza e la figura.”Basta la parola”.Produttore esecutivo di Uno mattina per anni  e delle più belle trasmissioni televisive entrate nelle nostre case.Continuando nella parentela vorrei ricordare il Pipi,del tralcio materno a Caprese Michelangelo oltre a dei  nipoti a Sansepolcro.Tutti stabili.A Caprese Micheleangelo il mitico Mario con la figlia Architetto Laura Agostini, operante in quel di Sansepolcro. Alcuni parenti del ceppo materno abitano a Roma e credo che resista proprio una cugina in  Piazza San Giovanni a Roma. Augurissimi a tutti con un abbraccio a Luisanna e una stretta di mano da ortopedia al cugino  Fernando.Non ci vediamo da un mondo.E adesso  viene il bello per ordine di tempo cominciando dal mio Don Bosco:sentiero gitano.La partenza da Strada in Casentino,in carrozza gitana verso Varazze, Roma  e tirocinio. In ordine di anni Volterra, Varazze,  Borgo san Lorenzo, Firenze e Bollengo.(Teologia del primo anno) Poi ancora Firenze.Don Bosco stop:è andato in sonno il tumore. Il nuovo mondo con un lavoro nuovo è partito da Roma: croce e delizia. Un vero campo di battaglia, di scelte che mi hanno condotto al cuore del lavoro:la Utet. Dopo un  anno, trascorso a Roma ancora con i ragazzi con un ruolo sul piano educativo connesso al mio entusiastico tirocinio salesiano.Capo sezione nell’Istituto romano san Michele: era l’anno della nevicata a Roma del 1956.Anche Fra Daniele, uomo di Dio nella mia vita era a Roma,era stato un  anno bellissimo che mi permise di conoscere una  bella Roma con i ragazzi ai margini creata e voluta durante il ventennio.Ho potuto constatare anche l’importanza della politica nel controllo di  tutto ciò che poteva  avere una connessione con le istituzioni.Il lavoro che ho amato di più i 28 anni trascorsi con l’editore principe dell’approfondimento di tutto lo scibile umano.Lavorando al nord mi è rimasto mi è rimasto nel cuore il secondo lavoro di sostegno al primo:i 4 anni di collaborazione con la Rivista Giovani.Interviste e inviato speciale. Al mattino Utet e pomeriggio interviste ai potenti di allora. I migliori e i più grandi li ho intervistati tutti.I sopravvissuti li saluto tutti: due cantanti ancora cantano.Come faccio a salutare i riminesi, tanti e belli dal 1962:a migliaia i clienti Utet. Decine di giornali e giornaletti, radio e televisioni private.L’ho detto all’inizio che le pagine da riempire sono 88 fino al 21 Febbraio.Ma sono nato il 23.Saluto tutti:una curiosità.Sono entrato per la prima volta in un negozio di giocattoli di via Gambalunga. Pieno di tristezza vedere solo i proprietari:ho solo detto.Non arrivo mai solo.Il proprietario per trovare il gioco richiesto ha dovuto andare in magazzino.Rientrato ha trovato 9 persone.Ho presola mia scatola, gioco di .parole:la bomba.Si chiama così e non costa poco.Salutando ho augurato  Buon lavoro.La signora, credo la mamma, ha ribadito..”..ma se lei va via, il lavoro si ferma. vorrei mandare un salutone a Jmmy Frutter, Max Laura, al mitico Graziano e a tutte quelle persone..che sanno voler solo bene.Buon anno anche alle sagomine della rete.Sarà quel che sarà.Pace nel cuore. Fiorello Paci        

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