Due Rimini:splendore della cristianità, immagine del divertimentificio anni 70

Un confronto sereno  visto da chi l’ha visto e vissuto…e qui casca l’asino…per essere entrato nel vivo di quel periodo…con la cancellazione delle prime 55 parole per aver citato l’autoritarismo della comunicazione in che mani si trovasse. Questa non è libertà di stampa. Proseguo nella cronaca di allora tenendomi lontano da commenti e dal racconto rimanendo fedelissimo al mio giornalismo di strada:dovrò abbandonare la modestia senza paura rimanendo tra cronaca e senso civico che dovrebbero distinguere sempre il giornalista da un servo di qualcuno e di qualsiasi pensiero.Etica che si assimila ed entra nella pelle vivendola ed io l’ho maturata su tre fronti diversi questa nobilissima e altrettanto responsabile professione a Roma Torino e Milano stando sempre in mezzo alla gente che lavora, scrive progetta allieta cura guarisce crea distrugge protegge insegna compete si diverte costruisce elabora vola naviga dipinge racconta piange canta e recita…ho cercato con questi verbi di far vedere vi personaggi intervistati come giornalista omettendo persone  incontrate e conosciute per il mio lavoro con la Utet.Non le ho dimenticate: sono tante e care. Sono nel mio cuore e le ricordo tutte. Ringrazio il Cielo per avermi fatto incontrare persone d’oro. A Rimini sono arrivato il 10Maggio 1962. Ho scoperto due città:quella sotto la ferrovia la più intrigante e spettacolare. Sorniona e gentile e sopratutto sincera quella sopra. Il Borgo san giuliano una specie di isolotto anarchico,fondamentalmente con una vocazione spiccata da  prima stesura roxi o dei quattro amici al bar: gente che sgobbava. Dovevo vincere e ho vinto entrando nella comunicazione a vele spiegate  con un vero giornale appiccicato alla gente: IL GARBINO del 63. Qualche straccetto è finito in Biblioteca.Ha fatto salire e scendere le mie quotazioni: non potevo tacere. Non posso. Un miracolo mi ha fatto scoprire quella bella Rimini che pochi conoscono e pochissimi hanno il coraggio e l’umiltà di farlo ed io lo feci issando sulla mia vita una croce di legno. Lo splendore di Rimini anni 70: li elenco uno ad uno. Miei amici o figlio spirituale: Padre Pio Santo.Luce e faro per illuminare e scoprire Cristo Signore.Fra Daniele da San Giovanni Rotondo amico carissimo: ero riuscito ad arrivare accanto alla porta della cameretta del Santo per chiedere all’uomo di Dio un consiglio prima di sposarmi e si è aperto il Cielo per capire che quella che poi ho portato all’altare era la persona giusta. fra Daniele oggi sta per salire nella gloria degli Altari. E’servo di Dio. Venerabile che mi segue giorno per giorno. Un familiare. Padre Pio delle Piane: chiesa dei Paolotti. Amico e Servo di Dio:riposa a Roma nella chiesa della Luce.Era in stretto contatto con Padre Pio: un merito non capito dai suoi confratelli, ma benedetto da Dio.Gelosia.L’appunto: gli spiccioli che riceveva come assistente del primo gruppo di preghiere legato a Padre Pio,li passava doverosamente a Padre Pio per il progetto del Santo per costruire l’Ospedale noto nel mondo come CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA. L’appunto a Padre pio delle Piane ha la stessa amarezza provata dal Cristo perché guariva di Sabato. Gesù uomo e figlio di Dio. Padre Pio delle Piane scomodo.Terzo personaggio dello splendore cristiano riminese: Don Quintino Sicuro. Amico carissimo come gli altri due: nel suo eremo di Balze ho visto il miracolo della moltiplicazione di mezz’etto degli spaghetti buitoni. Ero io per ordine del Servo di Dio  a girare la pasta nel pentolone dell’eremo sotto la neve.Abbiam mangiato in venti riminesi…ricordo il geometra Probo Vaccarini oggi Don e gli altri…forse 4 ancora vivi. La fede la fedela fede era fede: grazie al Cielo sta tornando con papa Francesco. Chiesa di Cristo.Anche don Quintino sulla via degli Altari. Don Oreste Benzi amico carissimo e Servo di Dio e mi fermo qui: quattro servi di Dio, amici e profeti …tralascio la comunicazione che mi ha visto protagonista tra radio e TV…la cara Voce..giornali e giornaletti firmati da me…utilissimi per conoscere dalla A alla Z la nascita e la scomparsa di quel mondo dorato definito DIVERTIMENTIFICIO…un confronto sche sto vivendo serenamente ma debbo chiudere…ci tornerò sopra in quanto non posso e non voglio dimenticare il corpo e l’anima di Rimini degli anni 70…mi affascina il primo ma non sono così stupido da dimenticare il secondo…che sto rivedendo in modo sereno da cronista di strada…in modo sincer a cuore aperto.       Fiorello Paci

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