DONARE FA RIMA CON AMARE

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di  Paola Tassinari                                                              Siamo in periodo natalizio e pare che il centro di Ravenna sia pieno di accattoni che disturbano la città decorata a festa. I quotidiani locali oggi scrivevano, del problema dell’accattonaggio, di chi fa l’elemosina. Da un punto di vista pragmatico, ciò che risulta vedremo che non è molto incoraggiante, abbiamo mancanza di misericordia… elemosina significa compassione e beneficenza per i poveri. Molto facile non fare elemosina, confortati dal fatto che se molesti questi “elemosinanti” possono effettuare un reato, confortati da ciò non doniamo la moneta, in realtà è il nostro egoismo che ci impedisce di essere caritatevoli. La Chiesa ci insegna a essere misericordiosi, col momento dell’Offertorio, ma il nostro egoismo trova sempre delle attenuanti per non dare. Sono stati intervistati circa 160 automobilisti ravennati sul fenomeno dell’accattonaggio nei parcheggi della città, quasi nessuno lamenta atteggiamenti ostili o offensivi degli abusivi. Il comandante della Polizia Municipale di Ravenna, Stefano Rossi ha commentato dicendo che le ordinanze e i divieti purtroppo non sono sufficienti ad eliminare il fenomeno dell’accattonaggio, perché alla base di questo fenomeno c’è la mancanza di lavoro e la povertà. Rossi ha dichiarato che la maggior parte degli abusivi nei parcheggi sono extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno ma senza un lavoro e senza un reddito. L’abusivismo nei parcheggi è arte di arrangiarsi che in genere procura al massimo 40-50 euro alla settimana. La Corte Costituzionale stabilisce che la richiesta di elemosina è lecita purché sia “una legittima richiesta di umana solidarietà”, “volta a far leva sul sentimento della carità”, “che non intacca né l’ordine pubblico né la pubblica tranquillità”. Rimane reato, invece, mentire al pubblico con la richiesta di elemosina senza trovarsi in condizioni di reale povertà o utilizzare l’elemosina per l’acquisto di alcol, droga o altri beni oppure simulare disabilità e altro. Pensiamo a questo, quando ci irrita il “negretto” che ci vuole aiutare a portare la spesa, o a chi ci vuole aiutare nel posteggio o chi “intorta” per farvi sganciare un euro. 40/50 euro a settimana non sono granché per vivere, si arrangiano, vivacchiano, perché non aiutarli? Perché non insegnare ai vostri bambini la carità, dando a loro una monetina,- non ti compro le patatine e l’euro lo diamo al “negretto”?- Vado spesso alla messa gospel, dove sono tutti neri e sapete cosa fanno loro al momento dell’Offertorio? Danno le monetine ai bambini, i quali corrono contenti di mettere la loro offerta nel cestino. Sapete che noi non facciamo più neanche questo? Oh anch’io pecco di tanto egoismo, ma se riesco a dare sono felice. Nel periodo natalizio incontro tutti gli anni, “una signora zingara”, non le do soldi, ma la porto al bar, che si prenda quello che vuole, caffe, cappuccino, brioche ecc., la tratto con tutti i riguardi e poi l’abbraccio, la bacio e le auguro buone cose, davanti agli esterrefatti avventori. Il suo sorriso con gli occhi umidi è un regalo prezioso e sapete… quando vado in centro spero di incontrarla, è una gioia per me. Buon Natale amici del Veliero.
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