…. Palace Congressi si stringe a Don Oreste Bensi… ESPOSTA DENUNCIA

Un uomo di Dio della Chiesa riminese un prete primo tra gli ultimi: un pastore da barricate in difesa delle fasce più deboli.Un sacerdote che sapeva leggere il cuori dei giovani deciso a cercarli dove si trovassero dai nascondigli alle discoteche senza paura. Amava ciò che i giovani amavano per capirli e indirizzarli sulla buona strada. Don Bosco altro educatore tra i ragazzi di strada era riuscito a creare una banda musicale e un teatrino per far recitare i discoli della regal Torino capitale d’Italia. Don Oreste aveva iniziato la sua missione   dando gioia e libertà ai giovani costretti a rimanere nelle carrozzelle nei momenti più difficili  della settimana, i sabati pomeriggio e nei giorni prefestivi. Un criterio educativo per riscoprire il valore della famiglia spiegando a tutti il senso dell’amore, pietra miliare del messaggio di Cristo salvatore. Don Oreste nonostante il suo carattere forte e l’orgoglio contadino trasmessogli dal padre è riuscito a dire sì quando gli è stato proibito dal Vescovo pro tempore di fare missione nelle discoteche. Ha ubbidito da bravo sacerdote e sicuramente ha pianto nella sua cameretta di via della Gazzella. L’ho conosciuto attraverso Luce Accesa una realtà sua di pronto intervento per dare una mano ai disperati: l’ultima spiaggia del bisogno.La sua passione,la ricerca di chi aveva in cuore un briciolo di speranza per il diritto alla vita.Per tre anni  mi ha voluto al suo fianco che mi ha permesso di capire il suo carattere e il suo impegno con la sua grande fede nella misericordia e nella provvidenza di Dio. Luce Accesa non faceva parte dei programmi dell’Associazione Papa Giovanni che ho avuto modo di conoscere e parteciparvi. Una grande famiglia cresciuta in fretta in ogni parte del mondo. Don Oreste con il senso della profezia. Ricordo che in occasione di una festa per l’Associazione  il presidente di una Banca che aveva regalato un furgone  chiese al Don se avessi fatto parte dell’Associazione rispose con poche parole: Fiorello più che dell’Associazione è un mio familiare.A quel presidente ero riuscito a fargli mantenere l’incarico per una difformità con il suo lavoro con una telefonata al segretario particolare del presidente del Consiglio di allora: un decreto da parte del ministro gli aveva salvatola presidenza. Don oreste lo ricordo come un papà: nella terza di Gennaio. C’è una lettura che ricorda la conversione di san Paolo e Don Oreste durante la meditazione nella capppella invernale della Grotta rossa mi scrisse una dedica sul librettino del Pane Quotidiano…la tua missione fiorello è di continuare a seminare gioia e speranza senza paura: La stessa cosa che mi ha detto a Setri Levante il Vescovo di Avezzano in occasione di una tre giorni del Movimento Speranza e Vita.Realtà nell’ambito dell’opera fondata da Padre Mauri al servizio degli ultimi: gli ultimi, ruota dei miei preferiti.Don Bosco fino a 22 anni,a 24 anni caposezione all’Istituto romano  san Michele accanto agli ultimi,dopo i 60 alcuni anni vicino a don Oreste Benzi,diversi anni accanto a mia moglie in carrozzella e a chiusura di questo percorso una presenza  tra gli aderenti di Speranza e Vita…l’articolo presente è risuscitato dopo essere stato in Questura per una denuncia di indebita cogestione di questo giornale. La denuncia non la ritiro sia  chi sia il responsabile di questo reato. Questo articolo era stato ridotto a parole 0…i cocci non li raccoglierò io…che non conosco neppure la passwort di accesso al giornale: un automatismo informatico. Mi spiace solo di non essere uscito il giorno precedente  alla giornata dedicata a Don Oreste Benzi al Palace Congressi. Ciao Don.                        Fiorello Paci   

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>