Domani incontrerò don Paolo, responsabile della Parrocchia di san Giuliano, tralcio della Chiesa di Roma: progetto Isaia.

Visto che frequento e faccio parte di questa parrocchia, una parte sicuramente importante della curia riminese se il Pastore ha ritenuto di una capacità straordinaria come sede per il proprio seminario ridotto ai minimi termini. Dopo l’abbandono prima del Megacovignano, come se prima rimini fosse apparsa necessaria di una sede per accogliere tanti candidati al sacerdozio  che non ha neppure Roma o Città del Messico. Prima ritirata dal mega successivamente dal lussuoso castigandolo con un nome improprio. Il don Oreste Benzi. Se le belle  arti lo permettessero è lì che dovrebbe essere accolta  la Capanna di Betlemme: ciao assessore alla sanità. Sarebbe interessante  fare un film …rimini dall’alto anni 80…Bandiera bianca. E qui mi fermo per una risata. Una bella piada della Lella ci rimette in sella. Sono ricordi, acqua passata che non macina più,da non rimanere neppure l’ombra degli ultimi mulini. III millennio purtroppo e dobbiamo  prenderne subito atto in quanto il tempo si è velocizzato, il Maestro tra le pieghe del Vangelo lo comunica e solo conoscendolo o cercando di viverlo si può anche capire e san Paolo sportivamente lo spiega chiaro quando avverte che il fine corsa è velocior. In latino significa più veloce. Basta chiederlo ai velocisti, ai centometristi per avere la conferma che san Paolo era un eccellenza d’uomo che la sapeva lunga. Tutti sanno, sicuramente molti, che i pensieri e le strade di dio non sono uguali ai nostri…quindi se del progetto Isaia ne parlo da 30 anni circa. Da quando hanno cominciato a sgretolarsi lentamente  le rocce della ricostruzione in parte dal tempo e molto dall’egoismo con l’ingresso in campo di giovani che hanno  tentato di istituzionalizzare quello che gli anziani avevano impostato che iniziava a scricchiolare. in giro odore di bruciato: nacque Isaia. Il primo incontro da me in via Ristori. Successivamente il sociologo e funzionario della Cassa di Risparmio Dott.economista ( non ricordo il nome )…presidente della San Giuseppe mi disse che avrebbe messo a disposizione il giardino per le riunioni. Abbiamo continuato nella mia casa di via dell’Albero proseguendo nella comunicazione attraverso il quotidiano la Voce…fermandomi per uno stop voluto dal direttore….proprio quando stavo arrivando alla piazza nei gg poco prima  o dopo l’Epifania.Il Diretttore del quotidiano si è spaventato per il gesto che gli richiamava Poggiolini per una simpatia a Mussolini. Un errore madornale in quanto il progetto Isaia è solo la realizzazione di una visione del grande profeta di Cristo. Cambiamento radicale del sistema politico basato sulla  pace universale e sulla giusta e armonica ridistribuzione del profitto e delle risorse per impostare una nuova economia che tenga conto di una società ammalata e di una moderna organizzazione che amministri e governi con i nuovi criteri di presenza direttamente sul territorio a seconda delle risorse per la coltivazione e trasformazione. Sotto la guida e responsabilità dei singoli dicasteri.il contatto continuo della scuola con l’ambiente di lavoro e di orientamento. Dalla scuola debbono uscire uomini pronti e preparati non pezzi di carta. L’egoismo, il particolare, il privilegio scompariranno per lasciare spazio alla responsabilità civile e alla preparazione senza dover subire umiliazioni alla dignità pe ri diritto sacro della privacy per il ritorno dei grandi valori indispensabili pe r una comunita di uomini e non di animali. La famiglia e il lavoro, la casa e il riposo senza le paure iugulatorie per le tasse o l’affitto. Il tempo reale abbasserà lo spreco.Un programma dettagliato non lascierà nessuno fuori da questo cambiamento di gestione della  “cosa pubblica “.Anche questa mattina mi sono rivolto al Re dei Re  e ho affidato  tutto a Colui che  E’…anche  noi come allora ..questo Covid come a re David….solo che per noi il covid come Babilonia per i Giudei…un grazie a Re Ciro che li aveva liberati..un grazie allo Spallanzani per la scoperta della molecola che ha prodotto il vaccino..un grazie ad Isaia che non sogna e legge il futuro. Dopo la liberazione da Babilonia  ha esaltato la pace ha visto un mondo nuovo…l’ha descritto e noi insieme tentiamo di realizzare con l’aiuto del Dio di tutti…tutti abbiamo fame e sete  di amore e un gran bisogno di giustizia  sociale.

Fiorello Paci

PS. L’altro ieri proprio in chiusura dell’articolo il mio pc entrato in blocco. Dell’incontro avuto con don Paolo ne parlerò in diretta tra poco.

 

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