Dio Padre,motore di Gesù,lo mettiamo in moto con la preghiera insistente..provare x crederee

Pensiero del 21 Ottobre al risveglio di un estate che sembra non finire.Ieri le letture presentate dalla liturgia della Chiesa cattolica sono di un utilità eccezionale per risvegliarci dall’indifferenza nel nostro quotidiano per soddisfare quel bisogno di  aiuto che non riusciamo a trovare intorno a noi. Avvertirne la presenza senza riuscire a scoprirla.Un ‘energia indispensabile che scaturisce da un desiderio dell’anima per armonizzarsi con il nostro corpo. Una corsa alle palestre, alla bioalimentazione,un sollievo, ma non la soluzione. Il pensiero di oggi la preghiera e ritengo che possa servire ad ogni creatura che riconosca un essere superiore alle nostre forze.Preghiera è lo stendere la mano verso l’assoluto. Un riconoscere i nostri limiti, il primo passo per uscire dall’indifferenza capire che non siamo soli.Siamo arrivati: alle letture di ieri dei riti cattolici:la preghiera.E’ un alimentazione come il pane: non se ne può fare a meno.Quindi un bisogno costante che non può essere soddisfatto solo la domenica o una volta al mese:non è un ristorante. Noi siamo cuochi e cucina. Una consapevolezza che sfugge alla distrazione del corpo ma non al bisogno dell’anima e alle sue conseguenze. Dalle  intolleranze alimentari alle depressioni.Bisogna essere insistenti nel pregare,lo dice il Cristo eper farcelo capire ci porta l’esempio del giudice sgorbutico che non avrebbe fatto un piacere a nessuno e a  nessun costo.Non era irreprensibile,nato sig.No. Ad una povera vedova che non riusciva a togliersela di torno da dirimere una giusta questione l’ha accontentata.Gesù dice…se l’ha fatto quel giudice…pensate che il Padre mio che ci considera tutti figli sia meno capace di quello sgorbutico?…credetemi, proprio di ieri, la grandezza di Dio Padre sulla cronaca del vostro cronista della strada…GESU’ è AMORE…DIO PADRE è MISERICORDIA…il figlio crocifisso ci ha insegnato a pregarlo con il Padre Nostro…ma non una volta sola…insistendo come la dedova dal giudice sgorbutico. Fiorello Paci 

      

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