DIO AMA LE DONNE

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di Paola Tassinari                                                                         Ieri sera sono andata a sentire la presentazione del libro “Dio odia le donne” di Giuliana Sgrena, perché sono andata? Perché voglio farmi del male? Perché non ho ascoltato il mio amico Dante? Perché… Non ragioniam di lor, ma guarda e passa? Cosa narra questo libro? Giuliana Sgrena svela e denuncia tutte le forme di questo odio nei confronti delle donne. Da fenomeni estremi come l’infibulazione, lo stupro di guerra, il femminicidio, ma anche l’ideale di purezza e verginità, che condiziona le donne nelle scelte di vita, nel ruolo sociale, perfino nell’abbigliamento. Dio crea l’uomo a sua immagine e crea la donna a immagine dell’uomo. Forse in questo c’è del vero oppure non c’è, non lo so, ma dentro di me qualcosa urla e mi dice… tu lo sai abbi il coraggio di dirlo. Se Dio ha creato la donna a immagine non Sua ma dell’uomo avrà avuto i suoi validi motivi e il fatto di essere seconda all’uomo non vuol dire che Dio non l’apprezzi, anzi ha forse corretto qualcosa che nell’uomo non andava, ha creato l’amore, perché l’amore nasce con la donna. L’uomo deve proteggere la donna che in quanto bella, buona, sensuale, artistica, madre, angelo ma anche femmina e compagna, lunatica e sempre un po’ strega,( care donne fra di noi siamo spesso vipere soprattutto con le belle) è diversa dall’uomo in quanto non sa proteggersi neanche da se stessa. Femminicidio non mi piace questa parola, perché ogni uccisione, ogni negazione della vita è un obbrobrio… punto e basta. Se il peculio dell’uomo non è la sua virilità, ma la sua forza fisica ciò vuol dire che il valore dell’uomo è la protezione, l’aver cura di qualcuno e il tenerlo lontano dal male. Ed ecco il mio dolore il mio distaccarmi dalla Sgrena, che ribadisce che l’uomo usa Dio, la sua somiglianza con Dio, per sottomettere la donna, no Giuliana, non importa che tu dica che il 4 marzo 2005 non è il giorno della tua liberazione ma il giorno della morte di Nicola Calipari, non è abbastanza questo. Quel giorno Calipari era immagine di Dio e ti ha fatto scudo col proprio corpo, ti ha protetto e salvato, gli devi riconoscere la divinità di quel gesto, non è stata una donna a salvarti, anzi un’altra donna, che amava senza chiedersi se era sottomessa o meno, coi suoi figli ha pianto e sofferto per te. Eppoi, cara Giuliana, senza rancore, ti dichiari atea, ma usi il nome di Dio perché il titolo fa effetto, non mi sembra corretto. Certo tu sei libera di fare e dire quello che vuoi, come io sono libera di scrivere sull’insostenibile leggerezza dell’ipocrisia.

Non capisco Paola perché tu temessi che non lo pubblicassi: ho dato una sbirciata e mi è piaciuto. Non mi allineo neppure  al pensiero che la donna sia seconda all’uomo. Di solito nei parti gemellari la tigna del comando  la detiene la seconda…come mia figlia Rosella. Oggi il suo compleanno: è stata la prima ad abbracciare una persona vicina a me. E’ tignina. CI VOGLIAMO TANTO BENE. Vai dritta Paola.Il  tuo libro lo presenteremo quanto prima. lo presenterò io stesso sul nostro giornale: IL VELIERO. Grazie per la citazione nella copertina di chiusura.     Fiorello.

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