CONTE E ZINGARETTI E L’ITALIA DEL LAVORO SUBITO IN CABINA ELETTORALE

E’ l’auspicio dell’Italia che spera, di chi crede nei propri mezzi e ritrova nella nostra storia  la forza e l’energia per uscire da un momento drammatico e difficile per la nostra economia. Il flagello della pandemia associato ad una classe politica ancorata a falsi istituzionalismi che impediscono il cambiamento di un sistema falso e corrotto con una visione del potere come strumento di conquista di gruppi e non di soluzioni a 360 g da coinvolgere l’interesse  di tutti occorre un cambiamento radicale che può risolvere SOLTANTO LA CABINA ELETTORALE. Un sistema democratico da salvare fondato sulla partecipazione attiva di tutto il popolo italiano che ha sempre trovato nel lavoro la salvezza per uscire da situazioni riuscite a commuovere il mondo intero: la vitalità del dopo guerra riscoperta nella nostra genialità  creativa in ogni settore favorita dalla presenza di un politico che ha portato a Parigi ai vincitori il nostro desiderio di risorgere da una sconfitta che ci aveva umiliati ma non distrutti. Un Italia ripartita dalle proprie risorse abbandonate degli  Appennini con i rimboschimenti da garantire la speranza alle comunità sperdute tra i monti e riallacciare percorsi stradali da favorirne la capacità di veicolare clima e prodotti per una politica attiva e presente nella rinascita. La riscoperta del benessere nei nostri mari e nei nostri monti con la grande risorsa del turismo familiare. La riscoperta dell’artigianato con il suo bel riscontro nel commercio e sul mercato. La genialità  italiana per le strade europee espressa dalle nostre moto con quelle magie della Vespa e della Lambretta al mitico Galletto ai primi ciclomotori. La Fiat italiana passata dalla Balilla alla Cinquecentina. Un Italia vincente nelle discipline sportive , nell’abbigliamento e nelle calzature. L’Italia prima nell’arte casearia e nelle cantine e molto attiva nella scuola e nelle poche Università dell’approfondimento. Nell”Agricoltura e nell’Industria. Abbiamo ricostruito mezza Europa e l’Europa  adesso si è ricordata di noi e non siamo morti: abbiamo solo  voglia di ripartire. No sig.Presisente della Repubblica con una classe politica che urla, da ridurre quei luoghi sacri dove si dovrebbe legiferare a cantinette del sabato sera, a persone che si sbranerebbero pur di ritornare o di non abbandonarle più. Non è l’Italia del lavoro quella, sono gli attori dell’assalto alla Diligenza,a forte Apashe,e siamo veramente stufi di queste comiche. Siamo stanchi di sostenere un sistema fracido impostato sull’odio e sul rancore o sulle vendette personali. Abbiamo notato in questa pandemia  chi si è speso, chi ha dato e chi ha preso e chi si è adoperato per uscirne da poter respirare da sopravvivere e vogliamo premiare il merito e non chi urla o chi rottamerebbe. C’è da costruire e non da distruggere. La pace e l’amore i nuovi valori riscoperti dalla pandemia: vogliamo riscoprire l’Italia che lavora con un’equa tassazione e una giusta ridistribuzione del profitto. C’è un profeta che lo vede questo cambiamento. Isaia. Lo strumento: la cabina elettorale. SUBITO.                                                                                                                                                   FIORELLO PACI

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