COME RITROVARE LA FIDUCIA?

 

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di PAOLA TASSINARI                                                        In questi giorni in cui sui media appaiono solo brutte notizie, non è facile avere fiducia nel cammino dell’uomo lungo la storia, eppure basta volgere lo sguardo e qualcosa di bello si trova. Anche perché ciò che appare brutto oggi, domani può essere considerato un pregio, così ad esempio la Torre Eiffel manufatto provvisorio considerato una bruttura, creato per l’Esposizione Universale del 1889 di Parigi, non solo non è stata demolita ma è diventata il monumento più famoso di Parigi, conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città stessa e della Francia. Strutture che oggi potrebbero considerarsi come attentati al paesaggio e scempi ambientali, come il contrastato ponte sullo stretto di Messina che consentirebbe l’attraversamento stabile stradale e ferroviario, in grado di collegare la Sicilia con la Calabria e, più in generale, con il continente europeo che creerebbe tanto lavoro non si attuano perché questo? Manca la fiducia nell’uomo, ci si volge indietro in cerca di qualcosa che non esiste più. Eppure se da una parte ci si accanisce contro gli scempi ambientali dall’altra si elogiano e si inseriscono nel Patrimonio Unesco siti industriali come il Villaggio operaio di Crespi d’Adda che rappresenta la più importante testimonianza in Italia del fenomeno dei villaggi operai o come gli ascensori idraulici del Belgio. Fabbrica e villaggio di Crespi d’Adda furono realizzati dalla famiglia di industriali tessili Crespi, quando in Italia nasceva l’industria moderna. L’idea era di dare a tutti i dipendenti una casa, con orto e giardino, e di fornire tutti i servizi necessari alla vita della comunità: chiesa, scuola, ospedale, dopolavoro, teatro e altro.  Nato nel 1878 sulla riva dell’Adda, in provincia di Bergamo, il villaggio operaio e l’industria ebbero fine, a causa degli inevitabili cambiamenti sociali che si avvicendano nei secoli, non le idee sociali, che si ritrovano poi nel boom economico del Secondo Dopoguerra in illuminati industriali, come avvenne ad esempio col Villaggio ANIC, colosso della chimica, di Ravenna. Anche quest’ultimo ha avuto la sua fine, ma le idee di un mondo migliore per tutti non devono mai finire. I quattro ascensori idraulici del Canal du Centre, in Belgio, costruiti all’inizio del XIX secolo, sono 4 testimoni dello sviluppo economico novecentesco in Belgio. Permettono di superare  dislivelli di decine di metri, senza fonti energetiche. La barca entra nell’ascensore, in cui c’è acqua per il suo galleggiamento, si chiude la porta e la barca viene innalzata per i metri necessari, si apre la porta e l’imbarcazione si ritrova nel canale superiore. Costruiti per espandere i traffici della Rivoluzione industriale per collegare tramite un lungo canale il Belgio, la Francia e la Germania, oggi creano ancora ricchezza trasformati in attrazione turistica. Cosa voglio dire con questo? Che occorre avere fiducia nella vita, sia come individui sia nella società.

 

 

 

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