CHE CARATTERINO QUEL BIONDO DI GESU’

“Lo vedi quello..è un predicatore di Cristo”. Quel Quello sono io. Lui, signore sulla cinquantina,indicandomi ad un camerata vicino ad un blindato della polizia, ha usato quel termine per spiegargli chi ero. Episodio in corso di una manifestazione della Nuova Destra in P.za Cavour di Rimini.Adesso vorrei fargli solo capire chi sono: un niente. Il mio Gesù il tutto: ma non sono un predicatore. Se ce la fa a capirmi non cambierà idea: ci provo.Cristo ha due aspetti distinti e una sola faccia. Ha vissuto sapendo subito che sarebbe finito in Croce,ben informato come figlio di Dio. Non credo che gli sia stato facile, assimilare un concetto così poco comprensibile, come uomo, di essere stato mandato dal Padre sulla terra come vittima sacrificale.Per indicare  ai fratelli un nuovo modello di vita per  uscire dalle paludi dell’ l’egoismo con i suoi regni: odio,prevaricazione, idolatria del corpo, casta del privilegio. Scomparso ogni ritegno senza scomporsi di offendere la giustizia, dissacrare la donna al punto da ridurla a semplice oggetto degli istinti peggiori di uomo da eliminarne l’aspetto persona trasformando i suoi valori in vizi, da mamma a  strumento di piacere, senza più principi di amore, di giustizia. Ecco cosa trovò allora Gesù sulla terra.Sapeva che prezzo doveva pagare per riscattare i fratelli caduti in basso: conosceva perfettamente  bene quale sarebbe stata la sua fine, appresa anche dalla lettura della Bibbia nei vari passaggi descritti dal profeta Isaia.Un libro profetico chiaro, condotto  probabilmente da tre persone diverse, ma identici nella descrizione degli intenti del libro.Stesso il linguaggio,il ritmo,i  contenuti, da sembrare una sola persona: Isaia.Il racconto sulla vita di Cristo visto sia come Figlio di Dio  con i limiti dell’ uomo.Un bel bongiorno per Gesù. Vorrei tratteggiarne il  carattere,deciso,la determinazione,la sensibilità nei confronti della sofferenza, del dolore , delle malattie, del suo modo di intervenire immediatamente quando si accorgesse di sbrogliare apprensioni,paure di familiari di fronte alla scomparsa di persone care, di sue famiglie amiche o di bimbi a rischio. Gesù uomo. Aspetto dimostrato nell’atteggiamento nei confronti delle due sorelle,Marta e Maria addolorate per la morte di Lazzaro,un benefattore dei discepoli.Si commuove accorgendosi che piangevano. Quasi stupito per l’attaccamento del Centurione alla propria figlia:..”non è morta sta riposando..”   “..su Lazzaro alzati…”….all’adultera: io non ti condanno ma mi raccomando, basta non lo fare più, che non ti accada di peggio..ciao”.Gesù quando si accorgeva della fede che animavano le richieste di guarigioni non si tirava indietro. Come l’episodio dei quattro amici al bar, che scoperchiarono il tetto di Pietro per calare l’amico paralitico con le funi proprio sotto il naso di Gesù: pensate un attimo allo sguardo sbigottito della moglie del Pescatore di fronte all’uomo calato con l’ascensore a corde zittita dal marito..”..sta bunina..lassa stè”. Immaginatevi la gioia dei soccorritori nel vederlo che se la vorrebbe svignare..con il Salvatore che lo riprende con dolce fermezza…”Senti un pò…comportati bene..e rivolto agli amici..”..bravi..attenzione mi piacerebbe rivedervi..la vostra fede è grande…la vostra fede lo ha salvato..” La sua determinazione emerge quando con gli apostoli raggiunge Gerusalemme  per la festa di Pasqua: sapeva chi e cosa l’aspettavano. Dal tradimento dell’amico Giuda, dalle paure di Pietro al punto di affermare..”quello non lo conosco..” eppure agli Apostoli si rivolge in modo autoritario..”..forza..avanti ..dite a quel signore di preparare la cena..via..”…o quando scende dall’orto degli Ulivi..spicca la sua umanità”..ma papà se puoi..allontana da me..questa fine…sia fatta la tua volontà.” Durante la sua missione, ogni volta che dovesse prendere delle decisioni si ritirava mettendosi in preghiera con il Padre e decideva. Attento nel dover lasciare dei messaggi importanti da richiedere sempre tre testimoni: Pietro Giacomo e Giovanni. Mai uno solo. Un suo messaggio ci interroga, probabilmente ci fa anche male, quando indica come si può fare per riconoscere un suo discepolo: “per capire chi crede in me dovete prendere atto di questi segni:caccia demoni, rasserena, aiuta…..appoggiando una mano sulla testa guarisce gli ammalati….” Da  un altro suo intervento sono rasserenato e faccio di tutto per resistere con la speranza di poterlo abbracciare……”…quando ritornerò….troverò ancora la fede..??” Come cronista mi verrebbe da pensare che questo sia il momento giusto: la fede l’hanno persa tutti. Anche i preti. Se miracoli di guarigioni ne sono rimasti pochi. Di quelli visti potrei raccontarvi quelli della casa. E’ solo la fede il motore dei miracoli: ho dovuto fare un quotidiano per poterlo dimostrare: con  gioia piena. Il Veliero non è un gioco. Un guscio di noce. Buona giornata: ave o Maria.

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