Caro Don Gioacchino Vaccarini.. san Nicolò palestra cattolico/cristiana ?

Ci conosciamo da molti anni, purtroppo,conosco il tuo amore per lo studio, ammiro il tuo ascetismo  e il tuo desiderio di porre Cristo al centro di tutti i cristiani uniti in un unica Chiesa.Sei redivivo,il ramoscello più piccolo dell’ albero  Vaccarini, che ha donato frutti copiosi alla Chiesa.E’ tempo di auguri debbo confidarti che  tra gli auguri ricevuti,è stata la tua telefonata di ieri sera  acommuovermi. Per avermi riportato indietro nel tempo, ma soprattutto è arrivata  nel momento giusto.Nella pizzeria che la dice tutta…Prima o Poi, in occasione dell’incontr o annuale con tutti i miei figli,amici tuoi e dei tuoi fratelli, i miei tre più grandi, vostri coetanei. Era iniziato nel Settembre 1963 in via della Fiera e rimane tra i ricordi più belli del mio lavoro con la Utet. Appena entrato nella vostra bella casa ebbi subito la sensazione di aver sbagliato indirizzo,a  fronte della bella e  gioiosa nidiata: ho pensato ad un asilo al momento della merenda. Tanto di maestrina, che  invece era la mamma dolce e serena, quella professoressa di lettere  che avevo conosciuto nella scuola media di Torre Pedrera.Incontro di lavoro nella sala prof. con l’opportunità di averle potuto presentare il catalogo della Utet.Prenotò due opere.Le più prestigiose più complete e aggiornate del mercato: il Grande Dizionario Enciclopedico e i Grande Dizionario della lingua itaiana del Battaglia. Quando poi ebbi modo di consegnarvi le due opere venendo a casa tua rimasi colpito  nella sala dai diversi riferimenti su  Padre Pio, che avevo avuto modo di conoscere prima di sposarmi.Mi attraeva in modo particolare un suo quadro:  così mentre voi avete cominciato a sfogliare un volume dell’Enciclopedia io continuavo a guardare gli occhi di Padre Pio. Ero talmente assorto da non accorgermi del rientro del papà dal lavoro.Impermeabile  chiaro e una borsa di cuoio mi ha chiesto…” lo conosce..? “…”..ho avuto la fortuna di entrare fino alla sua cameretta…”…” ma come ” ribadisce..”..ma se io ci vado quasi tutte le mattine..da anni e non ci sono ancora riuscito…”.. la notizia l’aveva turbato e ho cercato di spiegargli come era successo… Ero appena arrivato a San Giovanni Rotondo preoccupandomi di vedere subito Padre Pio.La sua messa era quasi finita e per vederlo sono entrato in sacrestia piena di fedeli. Da una porticina blindata della sacrestia si è affacciato un frate invitandomi a salire ..”..si accomodi “…mi son trovato con la valigia a salire con difficoltà in una scaletta stretta, quasi a chiocciola fino ad un  corridoio,fermandomi davanti alla cella dello stigmatizzato. In quel tratto di corridoio che ho conosciuto Fra Daniele, addetto dal superiore di accompagnare Padre Pio dalla Chiesa al suo posto di lavoro e di riposo. A sentire Fra Daniele, tuo papà,( geometra Vaccarini oggi Don Probo per i lettori ) ha solo commentato…” anche quel frate lì la sa lunga.Ed è proprio così caro Padre Gioacchino ..infatti dopo averti raccontato l’esperienza vissuta da Fra Daniele avrei voluto testimoniarlo a chi teme la morte come fine di tutto:i cattolici dovrebbero saperlo e conoscerlo quel passaggio, un traguardo per entrare nella vita in un mondo più bello e gioioso del nostro. Un incontro con due temi: la morte non esiste, dal racconto di Fra Daniele e tu avresti dovuto trattare l’Unione di tutti i cristiani.   Nella telefonata poi mi hai accennato alle difficoltà di far ripartire l’opera di san Nicolò  richiamandosi alle diverse attività parrocchiali: un bel progetto.Tenendo conto del suo passato storico e vitale per il suo duplice interesse mare / città ci sarebbe da rimboccarsi le maniche per riagganciare gli amici di ieri e i cattolici di oggi assieme ad altri gruppi di cristiani. E’ proprio questolo scoglio da superare:evitare l’ incontro  di gruppi e favorire il sacrificio eucaristico del  popolo di Dio.Una palestra da rinnovare: ma i cattolici della zona dovrebbero essere i primi a ritrovarsi senza distinguersi per associazioni. Prima di unire i cristiani dovremmo ricompattarci come cattolici. San Nicolò per il mio primo anno a Rimini ,62 /63 ogni domenica è stata la chiesa della mia famiglia.Ancora oggi se voglio riscoprire i cambiamenti di mezzo secolo la domenica torno a San Nicolò. Sarebbe molto interessante verificare  quanto i cattolici desiderino diventare con i cristiani di ogni razza e colore un vero popolo di Dio…perché no…proviam e oci don Gioacchino…se da quella nidiata di Via della Fiera quattro siete diventati sacerdoti..cinque con papà Probo..quella telefonata diventerebbe un bel messaggio di Natale oltre che un bel confronto con i miei figli.  Grazie don Gioacchino e un santo  Natale ai cattolici riminesi e a tutti gli amici di san Nicolò !     

            Fiorello Paci   

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