CARO AMICO VITTORIO TI SCRIVO… adesso che sei nella gloria di Dio

…per  aver vissuto esercitando la sua giustizia sulla terra.Partendo dalle tracce del profeta Isaia abbracciando il pensiero di Gesù. Ci siamo incontrati alla Grotta rossa ma solo dopo un anno da quegli incontri del mattino mi hai invitato a prendere  un caffè con te nel bar attiguo alla sede parrocchiale. Ti ricordo seduto sulla panca successiva a quella del Don ascoltando e commentando  le parole di Gesù prima della celebrazione  Eucaristica. Sempre con le stesse scarpe, con un filo che scendeva dietro giacca:lo stesso completo  tra il grigio e l’azzurro. Un colore diverso con tonalità sul grigiurro. T’immaginavo pensionato delle ferrovie. Avevo notato che il tuo amico ogni tanto ti accennasse ad una gara ciclistica e questo aspetto mi incuriosiva per il fascino di quello sport.La cosa che mi stupì nel saluto di Don Oreste..” Mi raccomando fammelo sapere appena atterri”…non ricordo se si trattasse di un aeroporto  sud americano o in estremo oriente.Da lì capii che non eri un pensionato attivo fino a quando mi invitasti al bar dopo la Messa. “Cosa prendi ?”…”grazie ho già fatto colazione”…il cameriere aveva portato del pane ..un caffè  e un bicchiere di bianco. Tirasti fuori due articoli miei che tenevi nel tuo portafoglio chiedendomi se li riconoscevo…dei due uno era in edicola. Mi chiedesti di illustrargli la capacità di un apparecchio elettromedicale pregandomi di continuare a scrivere…” fino a quando te lo lasceranno fare”. Gli incontri tra gli Appennini, quella dormita di Maggio tre ore sotto le piante…”..è un paradiso terrestre..se l’avessi sul Covignano…” L’aspetto tuo che maggiormente mi piaceva..la fermezza e la coerenza  ai principi senza cedimenti. Avevo intervistato  Adriano Olivetti e Umberto Agnelli due imprenditori importanti e diversi nella gestione dell’impresa: il primo faceva leva sulla capacità dei sentimenti per l’energia. Agnelli sulla ragione e gli automatismi della tecnologia.Tu eri riuscito ad applicarle entrambe comprendendo inoltre la forza di sviluppo della comunicazione. Sicuramente nell’impresa ma la vedevi bene anche per il pensiero di Gesù. La notizia appresa aprendo il computer mi ha annientato da essere scortese con chiunque mi telefonasse.Alla stessa maniera quando mia moglie ha chiuso gli occhi dopo 10 ani di Calvario: gli anni più belli del mio matrimonio.Ho capito il valore e la forza di questo sacramento: esisteva solo lei. In dieci anni cambia il mondo: ho visto cose e cattiverie in quel mondo che avevo seguito di cui non ne avevo proprio bisogno. Ti ho mandato i saluti attraverso un tuo familiare incontrato in una chiesa del centro. Rivendendola mi ha detto che l’avevi graditi.Stamattina a messa Isaia mi ha fatto capire il tuo percorso….”il sentiero del giusto è diritto, il cammino del giusto tu rendi piano”…ma  il profeta non sapeva che tu fossi uno scalatore della Ghigi Morciano. Il bello degli scalatori sono i tornanti, le salite, le vette, i monti di Dio: quelli costruiti dall’uomo egoista fanno solo paura.  Hai avuto intorno delle persone che ti hanno amato tanto tra le mura di casa. Una bella fortuna. Ti ringrazio per il pensierino di questa mattina durante il Rosario…:..ricordati che la cosa che serve e salva è l’amore per gli altri …e quello di ieri dopo la preghiera del pomeriggio…”..perché piangi.. ……. …..tieni alta la bandiera  dell’amore…amala..amala..amala… Caro Vittorio ti confesso che adesso ho la certezza di avere nel Cielo un amico speciale…e dovrò fare un aggiornamento al titolo di questo giornaletto del Web alla ricerca del bello e del buono…il minimo che posso fare da un Maestro che mi ha insegnato a vivere Cristo. Ci provo…ma è dura Vittorio tenere a galla un guscio di noce in questo oceano dell’indifferenza con fiumi che riversano relativismo ed egoismo…ismi e codici le nuove luci di un economia che barcolla. Ciao.    Fiorello.

 

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